Stangata sul Consorzio dell’acqua: «Un milione al Comune di Celano»

Sentenza della Corte d’Appello chiude il lungo contenzioso sul passaggio delle opere idriche al Cam L’amministrazione: «Pronti a rivolgerci ai giudici anche per le altre annualità ancora da versare»
CELANO. Il Consorzio acquedottistico marsicano condannato dal Tribunale regionale delle acque pubbliche presso la Corte d’Appello di Roma a pagare al Comune di Celano quasi un milione, per l’esattezza 978.963 euro. Si conclude così il lungo contenzioso tra Comune e Cam dopo il passaggio a quest’ultimo, nel 2007, delle reti e delle opere idriche di Celano. Secondo il Comune, il Cam, dal 2008 al 2011, avrebbe maturato un debito per mancati rimborsi di oltre un milione che, eseguite le compensazioni con i crediti vantati, si sarebbe ridotto a oltre 900mila euro.
Tra Cam e Comune di Celano, nel 2015, era stato sottoscritto anche un contratto di transazione che prevedeva la rateizzazione del debito. Il Consorzio però ci ripensa, contestando il credito vantato dal Comune. Si costituisce così in giudizio e chiede al tribunale non solo di dichiarare risolto, per grave inadempienza del Comune di Celano, il contratto di transazione, ma anche di condannare lo stesso Comune alla restituzione delle somme versate a titolo di rimborso delle rate di mutuo con gli interessi, nonché al risarcimento di tutti i danni da esso subiti. Il Cam chiede al tribunale di dichiarare il Comune di Celano debitore dello stesso Consorzio di 69.600 euro per il mancato pagamento delle utenze relative al primo quadrimestre 2012 e di un altro milione a titolo di risarcimento dei danni subiti a causa del mancato pagamento delle utenze idriche, per mancata installazione dei misuratori e per aver sottoposto gli utenti a una tariffa alterata. L’ingente richiesta risarcitoria da parte del Cam viene però respinta dal tribunale, presieduto da Nicola Cannullo, in quanto «manca totalmente la prova dell’esistenza di un nesso tra l’astensione dei cittadini dal pagamento degli importi dovuti per i consumi idrici e il godimento dei relativi servizi e la mancata collaborazione del Comune». «Totalmente privo di prova» viene anche considerato dal tribunale il credito di 69.600 euro vantato dal Cam, per il mancato pagamento da parte del Comune di Celano di utenze scadute. Pertanto, secondo il tribunale, la richiesta del Consorzio acquedottistico «non può essere accolta». Il tribunale ha anche condannato il Cam al pagamento delle spese processuali. Il Comune di Celano era assistito dagli avvocati Renato ed Herbert Simone. «La sentenza del tribunale», è il commento del Comune di Celano, «ha accolto la nostra tesi riconoscendo che il Cam è tenuto a rimborsare tutte le passività attinenti al servizio idrico integrato, e non solo le rate di mutuo. Il debito reale del Cam è pertanto ancora più pesante di quello finora emerso. Il Comune di Celano pertanto si riserva di agire davanti al tribunale delle acque pubbliche anche per riscuotere le altre annualità ancora da versare». Soddisfazione per la sentenza ha espresso il sindaco Settimio Santilli, il quale sottolinea l’impegno di quanti in tutti questi anno, si sono battuti per «vincere questa battaglia nell’interesse dei cittadini».
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