Statale 17, cinque morti in 10 anni Carrara: «Serve un rallentatore»

6 Febbraio 2024

Il sindaco chiede interventi per aumentare la sicurezza stradale, bocciata l’ipotesi di un autovelox Un 28enne di Alfedena raggiunto da un avviso di garanzia per il decesso del vigile in pensione 

SULMONA. «Non è stato possibile installare un autovelox fisso, in assenza di una statistica sugli incidenti. Ma è evidente che, questo tratto della statale 17, è pericoloso». Lo sfogo arriva dal sindaco di Pettorano sul Gizio, Antonio Carrara, all’indomani dell’incidente mortale avvenuto vicino alla casa cantoniera, costato la vita a Vincenzo D’Amico, l’84enne ex vigile urbano del paese, morto in ospedale a causa dei traumi riportati nell’impatto. La salma è stata trasferita nel pomeriggio, nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell'Aquila, in attesa dell’autopsia che il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, ha disposto per chiarire le cause del decesso. L’esame si svolgerà probabilmente nella giornata di domani. Nel frattempo torna al centro dell’attenzione il tema della sicurezza della statale 17, la “strada killer” dove, solo nel tratto di Pettorano sul Gizio, si contano cinque vittime negli ultimi dieci anni. Nel 2015 morì la docente, Maria Luisa Esposito; nel 2016, nei pressi del bivio del paese, perse la vita Roberto Zappa, 30enne di Pescostanzo, che con l’auto finì contro un albero; nel 2019, alla vigilia dell’Immacolata concezione, morirono padre e figlio di Pescocostanzo, Francesco e Antonio Sciullo. La scorsa domenica il bilancio è salito con “Vincenzo la guardia”, così veniva chiamato D’Amico a Pettorano, dov’era molto conosciuto per aver prestato servizio nel corpo della municipale fino al 1990. L’elenco degli incidenti si allunga se si considerano gli incidenti lievi, molti dei quali causati anche dall’attraversamento della fauna selvatica. «Il via libera deve arrivare da Anas e Prefettura. La mia idea era quella di posizionare il rallentatore di velocità nei pressi del bivio del paese come effetto deterrente per i numerosi automobilisti in transito. Ma l’autovelox non è stato autorizzato. Al di là dell’ultimo caso, dobbiamo pensare a incentivare la sicurezza stradale», aggiunge il primo cittadino, ancora turbato per la morte dell’ex vigile urbano, padre del consigliere comunale, Stefano, che ieri è finito in ospedale dopo aver visto la scena dell’incidente.
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona che sta procedendo con la notifica dell’avviso di garanzia al 28enne di Alfedena, conducente della Fiat Panda, indagato per omicidio stradale. Non si esclude una perizia cinematica per ricostruire nel dettaglio le fasi del tragico incidente. Dalla prima ricostruzione effettuata dai carabinieri è emerso che D’Amico, alla guida dell’Apecar, usciva da una strada di campagna per immettersi sulla statale 17. La Fiat Panda, che viaggiava in direzione Sulmona, non è riuscita a evitare l’impatto. Entrambi i veicoli sono stati sequestrati.
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