Stato di agitazione, la vertenza Asl sul tavolo regionale

28 Settembre 2017

Di Pangrazio incontra la Fp-Cgil che critica i tagli alla sanità Per il sindacato servono investimenti sulle aree interne

L’AQUILA. La vertenza del personale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sarà portata all’attenzione della conferenza dei capigruppo consiliari. L’impegno è stato assunto dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, nel corso dell’incontro avuto con i rappresentanti della Fp-Cgil. Intanto, si attende anche la convocazione del comitato ristretto dei sindaci e il sindacato sollecita una presa di posizione forte da parte di tutte le istituzioni locali. E va avanti lo stato di agitazione dei dipendenti dell’azienda sanitaria, proclamato contro i tagli operati dalla Regione, pari a 5,3 milioni di euro per il 2017. Una decisione che, a fronte della cronica carenza di personale, comporta ripercussioni non solo sulle condizioni di lavoro, ma anche sui servizi erogati all’utenza. Dai conti fatti, servirebbero 527 ulteriori unità lavorative, che diventano 627 aggiungendo i 100 pensionamenti dell’anno in corso. «Abbiamo evidenziato al presidente Di Pangrazio», spiegano Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone, «le problematiche del territorio della provincia dell’Aquila, che avendo una estensione di oltre 5000 chilometri quadrati, occupa circa metà dell’intero territorio regionale abruzzese, il che aumenta le criticità logistico/organizzative e i costi correlati. Tale dato ripropone con forza la necessità di dotarsi di una vera strategia per le aree interne, presupposto fondamentale per garantire la qualità dei servizi ed evitare il continuo ed inesorabile processo di spopolamento del territorio, oltre che la realizzazione di una efficace integrazione ospedale/territorio».
La Fp-Cgil ha ricordato a Di Pangrazio che attualmente il valore medio annuo pro-capite per le prestazioni sanitarie in regime residenziale, riabilitativo e psico-riabilitativo, è pari a 21 euro per la provincia dell’Aquila, 54 per quella di Chieti, 46 per quella di Pescara e 56 per quella di Teramo. Servono quindi, per il sindacato, investimenti adeguati per le aree interne e una massiccia mobilitazione della politica.
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