Stato-mafia secondo la Guzzanti

Proiezione del film e dibattito con l’autrice davanti a 300 spettatori
AVEZZANO. Il sottile filo che unisce lo Stato e la mafia è protagonista di "La Trattativa". In 108 minuti Sabina Guzzanti ha raccontato, in modo minuzioso e dettagliato, vent'anni di storia italiana tra luci e ombre. Il film, già uscito in diverse sale italiane, è stato presentato al cinema Astra grazie a un evento organizzato dall'associazione Libera in collaborazione con l'autrice.
Alla serata hanno preso parte oltre 300 spettatori che prima hanno visto il film e poi hanno partecipato al dibattito che ne è seguito.
Ad animare la discussione oltre alla Guzzanti erano presenti i giornalisti Marco Lillo e Primo Di Nicola.
«Il film è stato tolto dalle sale molto presto», ha commentato la regista, «ma ce lo riporteremo. Il film è sicuramente molto attento, riporta fatti e parole raccontate dai pentiti o dai testimoni». Secondo il giornalista del Fatto quotidiano, Lillo, «questo film è molto coraggioso e tratta una serie di problematiche, dall'aspetto legale alla ricerca documentaria. Emerge chiaramente che questa è una storia che deve essere ancora scritta. La vera domanda è: perché le bombe e le stragi finiscono? Forse la firma della trattativa è stata apposta». Tanti gli interrogativi posti dai presenti ai relatori che hanno cercato di dare a tutti una risposta. «La corruzione non è un fenomeno totalizzante per l'Italia», ha commentato Di Nicola, «abbiamo bisogno di partiti selezionati in grado di formare la classe dirigente e di presentarla alla gente». (e.b.)
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