Statua del pastore, referendum a Scanno

6 Maggio 2021

Si vota per decidere dove collocare l’opera. E c’è anche una lotteria: 10mila euro per completarla

SCANNO. I soldi non sono sufficienti e il circolo Acli di Scanno promuove una lotteria in paese per ultimare la realizzazione della statua del pastore. Il costo dell’iniziativa è di 24 mila euro. Con la lotteria si dovrebbero raccogliere circa 10mila euro e il Comune dovrebbe accollarsi il resto della spesa. E per scegliere l’angolo di Scanno dove dovrà essere collocata la statua in bronzo, è stato promosso un referendum tra i cittadini che si chiuderà domenica prossima con lo spoglio delle schede. I cittadini dovranno scegliere tra i nove luoghi individuati tramite delle simulazioni fotografiche che ritraggono la statua già posizionata nella strada o nella piazza che si vuole scegliere. Sarà proclamata vincitrice l’idea che tra le nove avrà raggiunto almeno il 40% dei consensi. Se nessuno dei nove fotomontaggi raggiungerà la soglia minima del 40% nel prossimo fine settimana si svolgerà un ballottaggio tra le prime due proposte più votate. Una storia avvincente e particolare quella legata alla realizzazione della statua del pastore che fu inviata in Italia nel 2002, via aerea da Caracas, a cura e a spese dell’artista scannese Antonio D’Alessandro, deceduto lo scorso anno senza poter vedere la sua opera collocata in paese. D’Alessandro è lo stesso artista che ha realizzato la statua della Donna scannese in via Roma, alle spalle della chiesa di Santa Maria della Valle, uno degli angoli più fotografati di Scanno.
«Un’opera realizzata con amore», afferma l’ex sindaco di Scanno, Eustachio Gentile, «forse anche più dell’amore che D’Alessandro riversò per realizzare la Donna scannese».
Ma prima che arrivasse a destinazione il calco della statua del pastore ha vissuto una serie di vicissitudini e contrattempi che ne hanno caratterizzato il viaggio. La prima volta alla dogana dell’aeroporto di Caracas non l’hanno fatta passare perché si sospettava che nella cassa vi fosse nascosta una partita di droga. Quindi le vennero praticati alcuni fori sulla testa e sul collo per accertare, anche questa volta, che non vi fossero nascoste sostanze stupefacenti. All’arrivo all’aeroporto di Ciampino a Roma non fu semplice sdoganarla. Ma tutto si risolse brillantemente grazie anche alla intraprendenza degli operai comunali che si recarono a prelevarla.
Ora il definitivo restauro che sarà curato dalla storica fonderia di Agnone, in Molise, dopo 18 lunghi anni. (c.l.)
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