Statua di Taccone, atteso ancora il restauro

22 Aprile 2022

Ripreso il confronto tra comitato e Comune. E Simonelli precisa: «Dalla Regione finora niente fondi»

AVEZZANO. È ripartito il confronto tra l’amministrazione comunale e il comitato per il futuro della statua del “Camoscio d’Abruzzo”. A novembre scorso diversi avezzanesi, rappresentanti del mondo del commercio, dello sport e dell’associazionismo, hanno dato vita a un vero e proprio comitato per chiedere al Comune di restaurare la statua del ciclista Vito Taccone. A loro si sono uniti più di mille cittadini che hanno sottoscritto una petizione, poi presentata all’amministrazione comunale, per fare in modo che l’opera dell’artista Bruno Morelli, realizzata nel 2012, rubata sul valico del monte Salviano e ritrovata danneggiata nel 2014, potesse essere riposizionata in città. Per il restauro la Regione Abruzzo, grazie all’interessamento dell’assessore regionale allo Sport, Guido Liris, ha inserito nella legge di bilancio la somma di 15mila euro che servirà per l’intervento di restauro. Il comitato nelle scorse settimane è tornato a riunirsi e ha preparato una serie di quesiti da porre all’amministrazione comunale per il futuro della statua di cui ancora si sa poco. Si dovrà discutere in primo luogo su dove posizione l’opera in bronzo, attualmente conservata in un deposito del Comune, una volta restaurata. Il comitato promotore della petizione vorrebbe che venisse sistemata in piazza Cavour, zona della città dove Taccone ha sempre vissuto. L’amministrazione comunale, invece, aveva optato per il velodromo, simbolo della città e del ciclismo, attualmente in fase di riqualificazione. La discussione dovrà essere ripresa quanto prima con l’obiettivo di trovare una soluzione e fare in modo che Avezzano e gli avezzanesi possano riavere la statua del “Camoscio d’Abruzzo”.
«Stiamo riprendendo il dialogo con il comitato», ha spiegato il presidente della commissione sport e cultura, Nello Simonelli, che sta seguendo la vicenda, «ho avuto modo di incontrare Nazzareno Di Matteo (promotore insieme a Eleonora Morelli, figlia dell'artista Bruno, della raccolta firme) e di parlare con lui della vicenda. Presto avrò modo di confrontarmi anche con gli altri membri del comitato in Comune. Per quanto riguarda il finanziamento da parte della Regione ci è stato comunicato che i fondi sono stati inseriti nella legge Omnibus, ma non che sono stati erogati». (e.b.)
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