Statua rubata, isolate impronte dei ladri

29 Giugno 2014

Lasciate sulla bicicletta danneggiata, ispezionati rivenditori di bronzo della provincia. Il sindaco: serve più sicurezza

AVEZZANO. Chi ha rubato la statua in bronzo di Vito Taccone può avere commesso un errore. Ci sono tracce sulla bicicletta che formava il monumento, danneggiata e abbandonata dai ladri sul valico del monte Salviano. Dopo il furto dell’opera realizzata dall’artista rom Bruno Morelli in città non si parla d’altro.

Continuano incessanti le ricerche dei responsabili del vile gesto, da parte degli agenti del commissariato di polizia di Avezzano, diretti da Paolo Gennaccaro.

La polizia scientifica ha rilevato le impronte lasciate dai malviventi sulla bicicletta, rotta e abbandonata ai piedi del blocco di travertino che sorreggeva l’opera. Per via delle temperature che di notte si abbassano e dell’ambiente all’aperto, sottoposto dunque a contaminazioni di diverso tipo, non è stato facile isolare le tracce e le impronte lasciate.

Ma la squadra anticrimine in forza al commissariato è proprio su queste impronte che fa leva per individuare i responsabili dello sfregio. Per questo si è già al lavoro per vedere la corrispondenza con le impronte catalogate in commissariato, che potrebbero appartenere a chi già si è macchiato di reati simili.

Quella delle impronte però non è la sola pista seguita dagli inquirenti. Anche se avvantaggiati dal buio in cui hanno agito, i ladri potrebbero essere stati ripresi dalle telecamere di video sorveglianza. Per ora sono stati visionati i filmati di una telecamera di videosorveglianza che si trova ai piedi del monte del Salviano, nei pressi dell’acquedotto. Non è escluso che ce ne siano delle altre nelle zone limitrofe.

E poi ci sono i rivenditori di metalli. La polizia ha già controllato rigattieri e altri negozi della provincia. Perché è questa la pista più accreditata al momento.

Si pensa, infatti, che non si sia trattato di non uno sfregio al personaggio in sé, a quell’uomo conosciuto da tutti come il Camoscio d’Abruzzo, che sulla bicicletta ha portato il nome di Avezzano e della Marsica intera in tutto il mondo. Ma di un furto sconsiderato per ottenere denaro dal materiale con cui è stata realizzata l’opera. Si tratta di un materiale nobile, ha spiegato l’artista di origine rom, Morelli, tutta in prezioso bronzo e quindi appetibile per i ladri. Ancor di più del rame e dell’ottone, materiali comunque ricercati e facilmente piazzabili sul mercato nero. Il bronzo usato, a oggi, è valutato nella borsa dei metalli, tre euro, tre euro e 50 centesimi al chilogrammo. Solo di materiale la statua è costata all’amministrazione comunale 25mila euro. Intanto il sindaco Gianni Di Pangrazio ha annunciato che nei prossimi giorni convocherà un vertice con le forze dell’ordine in cui chiederà maggiore tutela per i cittadini. E quindi un incremento di uomini in modo da “reprimere l’illegalità”.

Nulla si sa, almeno per ora, sulle intenzioni dell’amministrazione comunale. Vorrà intervenire per recuperare l’omaggio al campione Vito Taccone. Verrà commissionata una nuova opera? Francesco Paciotti, assessore allo Sport del Comune di Avezzano, ha partecipato ad una commissione che si è riunita l'altra sera. Ma il tema del furto del Salviano non è stato trattato.

Magda Tirabassi

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