Stazione, allagamenti nel piazzale

17 Novembre 2022

L’opposizione: «Cantiere fermo da un anno: disagi per pedoni e automobilisti»

L’AQUILA. Lavori fermi dal 2021 e ieri ennesimo allagamento dell’area, a causa della pioggia.
Le opposizioni in consiglio comunale hanno chiesto la convocazione della commissione Territorio per affrontare le problematiche della zona della stazione ferroviaria. A partire dall’intervento di riqualificazione del piazzale, che il Comune sta realizzando in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana: i lavori – iniziati nel dicembre del 2021 – sono stati interrotti 3 mesi dopo, a causa del rinvenimento delle fondazioni dell’ex magazzino merci durante le opere di scavo.
«Da allora», sottolineano i consiglieri della minoranza, «tutto è fermo, con il perdurare dei sistematici allagamenti della parte non ancora coinvolta dai lavori in corrispondenza di ogni precipitazione piovosa, oltre agli evidenti disagi alla viabilità nei giorni di sole. L’ultimo episodio si è verificato proprio nella giornata di mercoledì: a causa della pioggia accumulatasi i frequentatori della stazione sono stati costretti a fare i salti mortali da un angolo all’altro per non bagnarsi i piedi e poter prendere un autobus. Sono problemi ormai cronici che offrono un brutto biglietto da visita per un capoluogo di regione».
Ma non basta: «A oltre 13 anni dal sisma», aggiungono dall’opposizione, «il collegamento stradale della stazione ferroviaria alla via Mausonia è ancora affidato a una bretella stretta e a senso unico realizzata in fase di emergenza all’interno del sedime ferroviario. Vale la pena ricordare come nel gennaio del 2018 l’allora assessore Mannetti annunciò la volontà di riprendere l’idea, già ipotizzata dall’amministrazione Cialente, di realizzare un cavalcavia di connessione tra i due punti per superare la strettoia di Madonna del Ponte. Si disse che il progetto contava sulla disponibilità di 14 milioni stanziati da una delibera Cipe, più il contributo di compartecipazione di Rfi. Di quel piano si sono purtroppo, nel tempo, perse le tracce. Come non si hanno più notizie sul percorso di delocalizzazione dell’edificio dell’ex Consorzio Agrario, il cui scheletro in acciaio ancora incombe a ridosso delle mura urbiche proprio in prossimità di Porta della stazione. Riteniamo che tutti questi interventi siano di fondamentale rilevanza», concludono dall’opposizione, «ma soprattutto strettamente collegati alla più complessa questione relativa alla metro di superficie San Demetrio-Scoppito, anch’essa finita nel dimenticatoio». (r.s.)