Stele Brigata Maiella Sarà installata la videosorveglianza

La proposta del procuratore Bellelli contro gli atti vandalici accolta dal sindaco Casini: grave lasciare l’area incustodita
SULMONA. Un impianto di videosorveglianza per tutelare il nuovo monumento dedicato ai Caduti della Brigata Maiella, contro atti vandalici che potrebbero danneggiarlo.
La proposta arriva direttamente dal capo della Procura del tribunale di Sulmona Giuseppe Bellelli, che mercoledì scorso non ha voluto mancare alla cerimonia solenne di inaugurazione del monumento.
«Sarebbe troppo grave lasciare questo monumento che è il simbolo di un capitolo di storia assai importante per l’Abruzzo e per l’Italia intera, in balìa di scalmanati e vandali».
Richiesta subito accolta dal primo cittadino, che sta già predisponendo, insieme al comandante della polizia locale, il maggiore Leonardo Mercurio, un progetto che prevede l’istallazione di una serie di telecamere nell’area intorno al monumento. Già nel suo discorso il sindaco Annamaria Casini ha sottolineato l’importanza che le gesta dei patrioti della Brigata Maiella hanno rappresentato «per la nostra libertà e democrazia. Non a caso il monumento è stato collocato nei pressi di due importanti istituti scolastici: il Liceo Scientifico e il LiceoPedagogico, affinché tutti gli studenti ogni giorno, passando davanti a quella stele, ricordino il suo significato e gli atti eroici dei patrioti, che hanno pagato con il sacrificio della vita, la conquista della libertà».
Ed è stato proprio questo il senso del discorso fatto dal capitano Gilberto Malvestuto, alla soglia dei 100 anni di vita il quale, insieme al comandante Ettore Troilo, guidò i patrioti nella lotta contro l’invasore tedesco e la liberazione dell’Italia. Fu lui ad entrare vittorioso nella città di Bologna, al comando di un plotone della Compagnia Pesante Mista, tra due ali di folla festante, il 21 aprile del 1945, dopo che tedeschi e fascisti avevano abbandonato la città nella notte precedente. «Questo monumento alla Brigata Maiella tramandi i valori e gli ideali democratici perché non vengano riposti nel dimenticatoio delle coscienze, ma vengano anzi riautenticati e riproposti alle giovani generazioni, continuando ad onorare tutti i nostri caduti che sono oggi qui idealmente presenti a testimoniare la loro eroica Resistenza partigiana», ha detto Malvestuto. «Nel ricordo affettuoso e accorato dei miei compagni di lotta caduti al mio fianco o per le inesorabili leggi della natura, il mio pensiero va ancora una volta al comandante Ettore Troilo. Il suo nome è un richiamo costante ai valori che guidarono la Brigata Maiella nello strenuo impegno per la democrazia e la libertà».
Parole che hanno lasciato il segno soprattutto in Carlo Troilo, figlio del comandante Ettore: «Tre eventi mi legano a Sulmona», ha detto, «il maggio del ’44, quando la Brigata Maiella si fermò a Sulmona, liberato ormai tutto l’Abruzzo dai tedeschi, e dovette decidere cosa fare. E incredibilmente questi uomini decisero di continuare la battaglia, invece di tornare alle loro case, combattendo fino in Veneto. Il secondo evento è stato emozionantissimo», ha proseguito Troilo, «la consegna della medaglia d’oro, qui a Sulmona, nel giugno 1965. E poi il terzo evento, importante anche per me che ne sono stato l’organizzatore: la visita del presidente Carlo Azeglio Ciampi, che segnò questo interesse massimo delle autorità verso la Brigata Maiella». Il monumento è realizzato in pietra della Maiella e porta incisa una frase di Ettore Troilo, che esalta la sua Brigata per aver scritto una pagina “di superbo eroismo per la storia della risorgente Italia”.
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