Stiffe, frenata del Comune sulla centrale

11 Aprile 2019

San Demetrio, incontro con la società che vuole ricavare energia dall’acqua. Emerse alcune criticità

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. «L’amministrazione comunale non potrà avallare o condividere nessuna proposta di sfruttamento intensivo delle acque che mette in pericolo l’ecosistema delle cascate di Stiffe con tutte le conseguenze ambientali e le ripercussioni negative che si potranno avere sui flussi turistici; pertanto presenterà nei prossimi giorni alla Regione un documento di osservazioni per mettere in evidenza tutte le criticità rilevate. Il documento, una volta pronto, sarà condiviso con tutti quei cittadini che desidereranno sottoscriverlo».
Lo affermano gli amministratori comunali di San Demetrio. Nel centro vestino si è tenuto un incontro tra la Società Hydrowatt, proponente del progetto d’investimento privato per la realizzazione di una centralina idroelettrica a Stiffe, l’Università, che ne ha elaborato lo studio d’impatto ambientale, l’amministrazione e i cittadini.
«L’incontro», spiegano gli amministratori, «ha avuto lo scopo di fare sintesi tra le peculiarità tecniche del progetto e le possibili ricadute economiche e ambientali sul territorio. Una volta avvenuta la pubblicazione del progetto sul portale della Regione, con la quale si è avviato l’iter di Via (Valutazione impatto ambientale) è stato possibile, per l’amministrazione e i tecnici comunali, prendere visione del progetto della Hydrowatt spa, sovradimensionato rispetto al contesto territoriale di riferimento. Dall’analisi dei risultati dei monitoraggi idrici effettuati sul Rio La Foce si nota come, per molti mesi dell’anno, il flusso delle acque sia naturalmente al di sotto del deflusso minimo vitale necessario per la sopravvivenza di flora e fauna. L’attuale amministrazione, insieme con tutte quelle che si sono succedute dal 1997 in poi, hanno sempre valutato la possibilità di ripristinare con tecnologie moderne il vecchio impianto di produzione di energia idroelettrica costruito dalla Famiglia Cappelli a fine Ottocento, con l’obiettivo di potenziare la proposta turistica sia dal punto di vista storico che didattico oltre alla possibilità di produrre energia elettrica pulita in armonia con il contesto paese. A oggi, dopo la modifica della normativa di riferimento e l’azzeramento degli incentivi pubblici, la possibilità di fare tale tipo di investimento, alquanto oneroso, è riservato a società specializzate, a esclusivo interesse economico privato. È implicito», proseguono gli esponenti di maggioranza, «che tale progetto di sfruttamento delle acque non può andare in contrasto con il delicato e meraviglioso ecosistema delle cascate di Stiffe, complesso naturalistico che l’amministrazione ha inteso preservare già dal 2005, facendo richiesta e ottenendo dalla Regione l’inserimento nell’area protetta del Parco Velino-Sirente. È noto che l’amministrazione ha come intento primario quello di valorizzare e promuovere, attraverso un programma di sviluppo turistico, il “Parco delle Acque”, un insieme di itinerari esperienziali che mettono a sistema il Lago Sinizzo con l’oasi naturalistica di Stiffe. Progetto la cui peculiarità è costituita dal filo conduttore acqua, che l’amministrazione intende tutelare».