Stipendi tagliati, il sindaco denuncia la Provincia

Incarico da dirigente incompatibile, paga scesa da 4.600 a 1.600 euro al mese Di Pangrazio chiede giustizia: «È una violazione dei diritti di ogni cittadino»
AVEZZANO. Perde quasi un terzo dello stipendio per inconferibilità dell’incarico di dirigente poiché è sindaco. E così denuncia la Provincia dell’Aquila per «una battaglia a difesa dei Comuni». Il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, giudica incostituzionale il provvedimento col quale, in un sol colpo, gli è stato cancellato il 60% dello stipendio da dirigente in Provincia. La prima udienza è stata fissata al 18 ottobre e l’Ente di cui è dipendente si è costituito in giudizio basandosi su un parere dell’Autorità anticorruzione. In sostanza, Di Pangrazio percepiva circa 4.600 euro mensili da dirigente, che attualmente sono scesi a 1.600. «Mi sono candidato nel 2012», ha spiegato il primo cittadino, «l’anno successivo la legge Severino ha decretato l’incompatibilità tra dirigente e sindaco. C’è stato anche un emendamento secondo cui fino alla scadenza degli incarichi la situazione non sarebbe dovuta cambiare. L’interpretazione che è stata data prevede il mancato rinnovo alla scadenza dell’incarico di dirigente». Un incarico che per Di Pangrazio è scaduto alla fine dello scorso anno. A quel punto è scattata l’inconferibilità dell’incarico dirigenziale visto che svolge l’attività di sindaco in un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti. «La legge è incostituzionale», sostiene Di Pangrazio, «perché lede il diritto di un cittadino qualunque come è un dirigente. Non è possibile ricoprire questi incarichi dirigenziali neanche nel Comune di un’altra provincia della stessa regione. La ritengo una violazione dei diritti del cittadino. Qualcuno fa una carriera, arriva all’apice e non può scendere in politica se non rinunciando alla propria professione e alla propria pensione».
Infatti, anche la pensione di conseguenza viene calcolata in base all’ultimo stipendio e non rispetto a quelli precedenti. «Una legislazione», ha aggiunto il sindaco, «che va a danneggiare i Comuni, perché l’incompatibilità per un dirigente riguarda sindaci, assessori, ma anche consiglieri comunali».
Ci sono numerosi casi in cui questa prescrizione non viene applicata perché nessuno ha fatto una eccezione su determinati amministratori pubblici. «Penso di fare una battaglia non solo per me e di parlare a nome di tutti i dirigenti pubblici di ruolo che hanno vinto un concorso e che hanno fatto carriera con tanti anni di sacrifici», ha concluso Di Pangrazio, «e che stanno facendo o desidererebbero fare l’amministratore pubblico per mettere a disposizione della popolazione le proprie capacità».
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