Stop alle specie esotiche: provocano danni

11 Gennaio 2023

SECINARO. Accordo tra la Regione Abruzzo e il Parco regionale Sirente Velino per il controllo delle “specie esotiche invasive”, una delle principali cause di perdita di biodiversità. L’intesa,...

SECINARO. Accordo tra la Regione Abruzzo e il Parco regionale Sirente Velino per il controllo delle “specie esotiche invasive”, una delle principali cause di perdita di biodiversità. L’intesa, siglata nei giorni scorsi, prevede una dotazione finanziaria di 180mila euro attraverso lo stanziamento del fondo per il controllo delle specie esotiche invasive, con una dotazione ministeriale di 5 milioni di euro per gli anni 2022, 2023 e 2024 da ripartire tra le Regioni interessate.
«Si tratta», spiega Emanuele Imprudente, vicepresidente della giunta regionale con delega all’Ambiente e ai parchi, «di specie che, oltre a entrare in concorrenza diretta con alcune delle specie autoctone, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali, e provocare anche ingenti danni economici ad attività produttive come l’agricoltura e alle risorse silvo-pastorali».
Sono considerate esotiche e invasive le specie di animali e piante originarie di altre regioni geografiche, introdotte volontariamente o accidentalmente sul territorio nazionale, e che hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico, tanto da rappresentare una vera e propria minaccia per il patrimonio naturale.
«Le specie invasive mettono a rischio animali e vegetali autoctoni, soprattutto quelle a rischio estinzione», commenta Igino Chiuchiarelli, direttore del parco. «I finanziamenti», aggiunge, «servono a mettere a una punto una serie di interventi per il contenimento delle specie invasive e garantire la sopravvivenza di quelle autoctone». Tra le specie invasive, Chiuchiarelli cita il Senecio Inaequidens, pianta sudamericana presente all’interno dei confini del parco: «È una specie vegetale in grado di colonizzare con successo habitat di pregio naturalistico come per esempio habitat seminaturali e agricoli (prati, pascoli, vigne) è una specie adattabile a diversi ambienti, anche degradati, dove è in grado di proliferare con successo». L’ente parco, guidato dal presidente Francesco D’Amore, è al lavoro su un piano di interventi per mettere a punto gli obiettivi contenuti nell’accordo, al fine di tutelare la biodiversità e gli habitat naturali. (l.p.)