Stop buoni pasto per 200 furbetti
Debiti col Comune fino a 1.000 euro: avviso di pagamento o i bimbi resteranno a digiuno
AVEZZANO. Servizio mense per le scuole primarie e dell’infanzia al via il primo ottobre, ma non per i figli degli avezzanesi morosi. Sono più o meno 200, sui mille aventi diritto, alcuni con un debito superiore ai 150 euro (in qualche caso si superano i 1.000 euro), le famiglie in debito col Comune. Un piccolo esercito, perlopiù negli ambienti benestanti. Per poter assicurare il pasto ai propri figli per il nuovo anno scolastico, i furbetti del servizio mensa dovranno saldare il proprio debito, entro la fine di ottobre. L’avviso alle famiglie, spuntato sul sito del Comune, infatti, annuncia tolleranza zero per chi pensa di poter continuare ad assicurare il pasto quotidiano ai figli scaricando il costo sui soliti noti. «Stante la necessità di eliminare le numerose situazioni di morosità», recita l’avviso alle famiglie morose, «il debito dovrà essere saldato entro il 31 ottobre».
Ultimatum accompagnato da una possibilità di estinguere il debito a rate, se superiori ai 100 euro, per quei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore ai 21mila euro l’anno.
«Al fine di sostenere i nuclei familiari in situazione di temporanea e obiettiva difficoltà ad adempiere al pagamento in unica soluzione», continua l’avviso, «è prevista la possibilità di rateizzare (massimo 10) entro la stessa data (31 ottobre, ndc) eventuali morosità pregresse di importo superiore a 100 euro per le quali non sia stata disposta la riscossione coattiva».
Per i morosi più incalliti, quindi, il ravvedimento potrebbe essere tardivo, mentre il conto finale più salato. Rate possibili, ma solo se non è scattata la procedura di recupero. Sul servizio mense, dunque, si cambia registro. Il Comune batte cassa sulle morosità del passato e stringe le maglie per il futuro. «La presenza di una posizione debitoria di importo pari a 100 euro, anche nel corso dell’anno scolastico», avverte il Comune capitanato dal commissario prefettizio Mauro Passerotti, «darà luogo, previa preventiva ingiunzione e fissazione del termine di adempimento, alla sospensione del servizio mensa scolastica».
Insomma, chi non paga per le quote di competenza lascerà i figli senza pasto alla mensa. Le attuali tariffe in vigore fino al 31 di dicembre, modulate in base ai redditi delle famiglie, prevedono l’esenzione totale per chi ha un reddito Isee inferiore ai 6mila euro annui. Prezzo agevolato, 2,14 euro a pasto, per le famiglie con un reddito superiore ai 6 mila, con limite massimo di 12.544, che sale a 2,73 euro a pasto per chi dichiara un reddito oltre i 12.544 fino a 15mila. Prezzo scontato anche per il 2° figlio (2,73 euro a pasto) e il 3° (1,10 euro), se non esonerati dal pagamento. Tariffa piena, 3,48 euro, per le famiglie con Isee superiore a 21mila euro, i non residenti e chi non presenta il reddito Isee.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

