Stop dai sindaci all’uso dei cellulari pagati dai Comuni

De Angelis (Avezzano): «Non ne ho fatto mai richiesta» Santilli (Celano): «Io e la giunta vi abbiamo rinunciato»
AVEZZANO. Taglio radicale alle bollette telefoniche nei Comuni, sindaci e amministratori rinunciano allo smartphone “di servizio” e usano quello personale. Le telefonate istituzionali ormai si fanno dai cellulari privati e a beneficiarne è tutta la comunità. Gran parte dei sindaci marsicani, infatti, ha detto addio al telefonino messo a disposizione dall'ente. In passato, infatti, numerose erano state le polemiche innescate a causa delle bollette esorbitanti che gravavano sulle casse comunali. Il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, ha subito detto no al cellulare comunale. C'è un regolamento adottato dalle precedenti amministrazioni che stabilisce chi può dotarsi di un telefono e le modalità di utilizzo cui attenersi, ha puntualizzato il primo cittadino di Avezzano, «per quanto mi riguarda, non ne ho fatto richiesta e né la farò». Qualche anno fa l'acquisto di uno smartphone da parte della precedente amministrazione comunale aveva generato un vero e proprio caos tanto da spingere anche il prefetto a dire la sua in merito. «Ho rinunciato fin da subito al telefono messo a disposizione dal Comune e stessa cosa hanno fatto gli assessori», ha spiegato il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli, «anche la precedente amministrazione, della quale facevo parte come assessore, decise di rinunciare al telefono». La scelta di non richiedere un cellulare pagato dal Comune è in linea con la politica di spending review messa in atto negli enti da anni.
«Nessuno di noi ha telefoni di servizio», ha sottolineato il sindaco di Tagliacozzo,Vincenzo Giovagnorio, «utilizziamo quelli privati anche per le chiamate istituzionali. Per quanto mi riguarda uso il telefono fisso solo per chiamare gli interni degli uffici, per le altre il mio smarphone». I privilegi per i rappresentati delle istituzioni, quindi, sono sempre meno. In tanti, oltre a rinunciare a un cellulare con bollette a carico dell'ente, dicono addio anche all'identità di carica trasformando quei fondi in borse lavoro o progetti a vantaggio della comunità. «Nè io, nè gli assessori della mia giunta abbiamo un telefono d'ufficio», ha affermato Marivera De Rosa, sindaco di Luco dei Marsi, «ognuno usa i propri e ovviamente non c'è nessun costo per l’ente». Tanti amministratori, per scelta, già in campagna elettorale promettono che, per abbassare la spesa pubblica, si taglieranno i benefit. Un modo per ridurre il divario dell'antipolitica che imperversa da anni in Italia e rivedere i capitoli di bilancio. «Non abbiamo mai voluto un cellulare del Comune», ha dichiarato il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, «né io e né gli assessori e consiglieri. È stata una nostra scelta, preferiamo utilizzare i telefoni personali». Le compagnie telefoniche, con tariffe agevolate e promozioni, cercano di accaparrarsi quanti più utenti possibili anche nel settore pubblico. Molti Comuni ne usufruiscono per i dipendenti che spesso si trovano fuori sede per interventi e sopralluoghi, ma non per gli amministratori.
«Non possiamo permetterci telefoni messi a disposizione dall'ente», ha evidenziato il sindaco di Magliano de' Marsi, Mariangela Amiconi, «utilizziamo quelli nostri».
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