Storia e segni di vita, il passato in un libro

AVEZZANO. Luci accese su storia e testimonianze del passato della città: un tuffo nell’antico per rilanciare il presente. Il volume dal titolo “La città di Avezzano - Storia e segni di vita passata”,...
AVEZZANO. Luci accese su storia e testimonianze del passato della città: un tuffo nell’antico per rilanciare il presente. Il volume dal titolo “La città di Avezzano - Storia e segni di vita passata”, frutto del lavoro sinergico tra la professoressa Flavia De Santis (ex assessore comunale alla Cultura) e l’ingegner Matteo Biancone, mira a «far riscoprire Avezzano», offre uno spaccato dell’antica città ricostruito attraverso delle preziose ricostruzioni storiche e fotografiche che riportano alla luce i luoghi più significativi e gli antichi monumenti. Compresa la grande opera di prosciugamento del lago Fucino. Il volume patrocinato dal Comune, presentato dagli autori al castello Orsini, rima del consiglio comunale di fine anno, con nelle vesti di moderatore il giornalista Pino Veri, è stato poi donato dal sindaco, Gianni Di Pangrazio, a tutti i consiglieri comunali e ai media. «La pubblicazione», ha sottolineato il primo cittadino, «rappresenta un’ottima guida per la ricerca delle bellezze storiche, architettoniche e culturali di Avezzano e la Marsica».
La presentazione del libro è stata un’occasione per riandare un po’ all’indietro nel tempo su alcune vicende storiche riguardanti il nome della Marsica e del popolo dei Marsi (da Marte dio della guerra), del castello Orsini Colonna di Avezzano e della frazione di Alba Fucens (nel territorio del Comune di Massa d’Albe), due fortezze edificate dagli Orsini e dai romani per contenere le continue ribellioni del fiero popolo dei Marsi in perenne lotta per la difesa della libertà e l’indipendenza del territorio. «Il volume», sottolinea Flavia De Santis, «vuol essere un primo passo verso la riscoperta della città di Avezzano che, per la sua caratteristica presente, sembra non avere radici, ma che chiede di ricevere, per la sua storia millenaria, la sua dignità di struttura antica e importante per il territorio della Marsica». Gli scritti riportati nel volume sono a cura di Loreto Orlandi, Giovanni Pagani, Enrico Veri e il giovane ingegner Biancone. (m.s.)

