Storico arco trafugato, giovane nei guai

20 Febbraio 2020

Aielli, imputato con l’accusa di danneggiamento: lo storico reperto sparito un anno fa e mai ritrovato

AIELLI. Sviluppi nell’indagine sul furto dell’antico arco in pietra di Aielli, datato 1888 e trafugato un anno fa dal portale d’ingresso di un’abitazione diroccata del centro storico. A finire nel registro degli indagati, con l’accusa di danneggiamento, è stato un giovane, minore all’epoca dei fatti, di origine straniera. Oggi residente in Gran Bretagna, all’epoca dei fatti il ragazzo viveva ad Aielli con la sua famiglia ed era perfettamente integrato nel tessuto sociale del paese. Sull’indagine c’è il massimo riserbo, tuttavia secondo indiscrezioni trapelate, la sera del furto un gruppo di adolescenti si era divertito a colpire l’arco in questione con pietre e bastoni fino a provocarne il distacco nel quale, per altro, l’indagato era rimasto ferito. Al momento però non ci sono prove sul fatto che sia stato lo stesso gruppo di adolescenti a trafugare le pietre che componevano l’arco storico. L’ipotesi investigativa più accreditata è che qualcuno, notato il distacco e intuita la valenza storica, abbia approfittando dell’accaduto per trafugare l’arco del 1888 di cui, ad oggi, non si hanno più notizie. Intanto, al tribunale è stata fissata la prima udienza (poi rinviata per un vizio di notifica) sul danneggiamento del reperto storico, che vede appunto imputato il giovane. Prosegue, invece, l’attività investigativa degli inquirenti per quanto riguarda il reato di furto. A dar via alle indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Cerchio, era stata la denuncia presentata da Antonio Curitti, uno dei proprietari dell’immobile rimasto in piedi dopo il distruttivo terremoto del 13 gennaio 1915. «La casa, disabitata da più di mezzo secolo, apparteneva al padre della mia bisnonna e sull’arco rubato c’era impresso l’anno di costruzione, il 1888, una traccia possibile per la sua eventuale identificazione» spiega Curritti, unico erede rimasto ad Aielli «come da documenti storici, la casa fu pagata 400 lire e una capra. Avevamo deciso di lasciare l’arco al suo posto in vista di una riqualificazione del vecchio borgo». Sulla vicenda era intervenuto anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che aveva condannato pubblicamente il gesto e rivolto un appello ai responsabili del furto o a chiunque potesse aiutare gli inquirenti a riconsegnare il bene trafugato ai legittimi proprietari e al centro storico di Aielli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA