Strade chiuse, saranno i Comuni a gestire il traffico e la vigilanza

Caruso sigla l’intesa coi sindaci di Pacentro e Campo di Giove E Mazzocca boccia l’apposizione dei blocchi di cemento
PACENTRO. Il presidente della Provincia Angelo Caruso tira dentro, nella vicenda delle strade chiuse, anche i comuni di Campo di Giove e Pacentro. Ieri mattina, infatti, proprio su proposta di Caruso, è stata siglata un’intesa con i sindaci dei due paesi coinvolti nella chiusura delle strade 487 e 54 che prevede che siano i Comuni a gestire il traffico e la vigilanza sulle due arterie. Pur di arrivare alla riapertura delle due strade, (si attende nei prossimi giorni l’ordinanza della Provincia), i sindaci hanno accettato la proposta, nonostante le difficoltà economiche e le carenze di personale che si trovano ad affrontare. Dal canto suo la Provincia si impegna ad eseguire le opere programmate per la sistemazione delle strade. L’impegno di spesa è di 632 mila euro (già stanziati) con i lavori che dovrebbero partire ai primi di giugno per essere ultimati entro fine agosto. E ieri, al fianco dei cittadini e degli amministratori locali mobilitati per la riapertura delle strade, si sono presentati anche esponenti di “Potere al popolo”. «Evidenziamo purtroppo come attraverso le parole dei sindaci si sia voluta mettere in secondo piano la responsabilità politica di una catastrofe annunciata. E puntiamo, invece, il dito», hanno detto, «verso l’incapacità tecnica del dirigente provinciale del settore viabilità, il cui peso però è minore rispetto all’inadeguatezza politico-amministrativa dimostrata dal presidente Caruso». Intanto, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio regionale Mario Mazzocca che sta lavorando per accelerare il trasferimento della 487 di altre strade sotto il controllo dell’Anas, ha definito «un’assurdità l’apposizione di blocchi di cemento sulla strada che sale a Passo San Leonardo. L’atteggiamento noncurante e asettico di una certa burocrazia», ha accusato Mazzocca, «sta creando esasperazione e sconcerto. Però la responsabilità stavolta non è della politica ma di qualche burocrate che ha deciso per tutti e contro tutti». (c.l.)
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