Strade e campi allagati, proteste dal Fucino

Paralizzata dalle piogge la zona di Paterno, coltivazioni ferme e a rischio. Savina: «Interventi subito»
AVEZZANO. Le piogge intense invadono le strade del Fucino e gli agricoltori restano bloccati. Continuano i disagi nell’area di Strada 10 e Strada 11 a causa degli allagamenti che impediscono la regolare viabilità e creano problemi ai contadini.
Nei giorni scorsi le abbondanti precipitazioni hanno paralizzato Fosso Sette, dove convogliano le acque di tutto il territorio, e trasformato le due arterie della zona della frazione di Paterno di Avezzano in una piscina. I campi allagati hanno mandato su tutte le furie gli agricoltori, che chiedono interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria. «La situazione è diventata veramente insostenibile», osserva il presidente della cooperativa Cantina del Fucino, Lorenzo Savina, «i nostri soci non ne possono più perché hanno tutte le coltivazioni in Strada 10 e Strada 11 e non possono lavorare. Come è possibile che il consorzio di bonifica davanti a questo scempio non dica e non faccia nulla? I campi sono completamente allagati e quindi non si può accedere per poter iniziare le operazioni di semina e questo è un grave danno in una situazione già molto difficile come quella che stiamo vivendo».
A metà febbraio era stato convocato un tavolo (poi rinviato a causa del lutto che ha colpito l’intera città di Avezzano con il ritrovamento dei quattro escursionisti dispersi da giorni sul Velino) con Comune, Provincia, Regione e Associazioni di categoria proprio per discutere della manutenzione delle strade del Fucino e in particolar modo dei canali sempre pieni di rifiuti di ogni genere che impediscono all’acqua di drenare regolarmente. Proprio per la manutenzione delle strade del Fucino il consigliere regionale Giorgio Fedele (5 Stelle) ha proposto di destinare 120 mila euro affinchè questi e altri problemi possano essere risolti. Ma fino a ora il problema è rimasto. «Non è la prima volta che succede una cosa del genere», continua il presidente Savina, «e nonostante i nostri appelli il consorzio non interviene. Qui c’è gente che sta ferma per l’inefficienza di qualcuno. La totale assenza di manutenzione sta provocando seri danni e se le piogge di questi giorni si dovessero ripresentare quando i terreni sono coltivati rischieremmo di buttare al vento mesi e mesi di lavoro. Spero che qualcuno ascolti i nostri appelli e intervenga perché non possiamo iniziare una stagione con il piede sbagliato. Non è proprio questo il momento». (e.b.)
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