Strade percorsi di guerra al buio e senza asfalto

Buche fino a 10 centimetri vere e proprie trappole per gli automobilisti e i pedoni Di Bastiano: sono quaranta le zone a rischio, intervenga il Comune
AVEZZANO. Strade senza asfalto e con buche fino a dieci centimetri di altezza che di notte diventano trappole. Parcheggi mai realizzati e lampioni spenti. Ampie e organizzate aree per bambini, visibili solo sui progetti dei costruttori dei palazzi che avrebbero dovuto contornare. Si presenta così una quarantina di zone della città di Avezzano, così come individuate da Augusto Di Bastiano, presidente del Centro giuridico del consumatore. Si tratta di aree scelte negli anni da imprese di costruzioni del territorio su cui sono state costruite palazzine da decine di appartamenti, poi venduti a prezzi di mercato, a seconda del valore che avrebbero poi acquisito, come da progetto. Tecnicamente si chiamano “Piani preventivi di iniziativa privata” ma ogni area corrisponde a una specifica denominazione. “Piano di recupero patrimonio edilizio esistente”, “piano di lottizzazione (privati)” e “programma recupero urbano” sono solo degli esempi. Alcuni sono datati fino a 15 anni fa. In alcuni casi i cantieri sono aperti da anni, come in via Cassinelli. In altri, per costruire si è fatto prestissimo, per approfittare delle agevolazioni di fondi della Regione.
«I problemi lamentati ormai quotidianamente in Comune», commenta Di Bastiano, «sono legati a fatti diversi. Un caso emblematico è quello di una traversa di via Ignazio Silone, rimasta senza nome, e per cui alcuni residenti hanno anche presentato un esposto in Procura. La strada è piena di buche pericolose ed è senza illuminazione. Nel quartiere adiacente, su via Calipari, da mesi, i lampioni sono spenti».
«Il fatto è che i costruttori, in molti casi, hanno venduto gli appartamenti senza portare a termine le opere come da progetto. E quindi i parcheggi non sono mai stati costruiti, le aree verdi mai realizzate e i parchi giochi per i bambini vivono ormai solo sulle carte. Da qui l’insoddisfazione dei cittadini che hanno acquistato e pagato opere che invece mai sono state nemmeno iniziate».
«Le aree sono dislocate in diversi punti della città, molte nella zona nord», conclude, «ma anche a sud, come in località Papacqua o nelle borgate come Antrosano». Interpellato sull’argomento, l’assessore Luca Angelini, anche con delega all’assetto urbanistico del territorio, rassicura i cittadini che «il Comune ci sta già lavorando».
«Non si può parlare di tutte queste zone insieme», dice l’assessore, «in quanto in ognuna la situazione dal punto di vista tecnico è diversa. Sarà premura di questo assessorato intervenire quanto prima su tutte le problematiche per cui però c’è bisogno del tempo necessario».
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