Strage di animali nel Parco Il sindaco: meno permessi

21 Maggio 2023

Chiocchio: «Serve ridurre le autorizzazioni per accedere alle aree di montagna» Allo studio, con gli ambientalisti, l’ipotesi di limitare la percorribilità in alcune zone

COCULLO. Più controlli e una drastica selezione delle autorizzazioni per accedere nelle aree di montagna frequentate dalle specie protette degli animali selvatici in modo che possano vivere nel loro habitat in maniera più tranquilla e lontano dai pericoli connessi alla presenza dell’uomo. «Si può prendere in considerazione anche l’azione di limitare la percorribilità di certe strade senza limitare le attività di controllo in montagna». Lo afferma Sandro Chiocchio, sindaco di Cocullo prendendo spunto dall’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Avezzano, competente per territorio, sull’avvelenamento di 14 animali tra lupi, grifoni e corvi imperiali. Tutte carcasse rinvenute in questi giorni in località Olmo di Bobbi, proprio nell’area del piccolo centro, al confine tra la Valle del Sagittario, la Valle Peligna e la Valle dell’Orfento, a ridosso del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise e il Parco Sirente-Velino. «Qualora l’ipotesi di avvelenamento venisse confermata, si tratta di un atto criminale, assolutamente da condannare», sottolinea il sindaco di Cocullo, «con le associazioni stiamo ragionando sull’ipotesi di limitare la percorribilità di alcune aree, senza far venir meno il controllo nelle zone montane che risulta particolarmente importante. Grazie alle associazioni e alle aziende locali siamo venuti a conoscenza di atti vandalici di abbandono di rifiuti sulle nostre montagne nonché dell’organizzazione di un rave party abusivo particolarmente impattante da tanti punti di vista, tra cui il benessere degli animali che vivono in quelle zone». Intanto, in attesa dei risultati delle analisi della carcasse degli animali selvatici trovati morti da parte dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, sull’area vanno avanti controllo e perlustrazioni dei carabinieri di Scanno che stanno tracciando la zona palmo a palmo alla ricerca di indizi che possano essere utili per risalire ai responsabili del possibile avvelenamento. Nei giorni scorsi sono stati trovati traccia di alcuni bocconi intrisi di sostanze chimiche tossiche, dunque restano pochi dubbi che sia stata la mano dell’uomo a uccidere lupi e grifoni. Intanto anche il Wwf dell’Oasi del Sagittario interviene a stigmatizzare l’accaduto: «Dopo giorni di silenzio, per noi doveroso nel rispetto delle operazioni in corso, sentiamo ora la necessità di esternare il nostro sgomento, dolore e rabbia per i fatti gravissimi che hanno colpito il territorio di Cocullo e il cuore della biodiversità delle nostre montagne», scrivono dall’Oasi.
«Pensare che nel 2023 possano ancora esistere codardi capaci di macchiarsi di una colpa così bassa e ignobile, ci riporta a un passato in cui ignoranza e prepotenza la facevano da padrone. Ma oggi nel 2023 non si possono tollerare sciacalli che con azioni prive di moralità gettano fango su molti, compreso chi su queste montagne lavora in modo onesto con fatica e impegno».
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