Strage di trote nel Sangro È emergenza ambientale

19 Aprile 2017

Fiume in secca, esposto del sindaco Caruso in Procura. Enel nega responsabilità L’avvocato Galizia (Scuola italiana pesca a mosca): «Sanare subito i danni»

CASTEL DI SANGRO. Strage di pesci nel fiume Sangro, quasi completamente in secca. Fatale per la fauna ittica il prosciugamento del fiume che sta seriamente rischiando di compromettere la qualità dell’ecosistema fluviale.

A soli due giorni dall’allarme lanciato a Castel di Sangro dagli amministratori municipali e dall’Associazione pescatori, da ieri si registra lungo il corso d’acqua una morìa di trote fario autoctone, soprattutto nel tratto del canale tra Villa Scontrone e Castel di Sangro. Sotto accusa è finita Enel Green Power, ente gestore della diga di Barrea.

Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ha fatto pervenire alla società una diffida – indirizzata anche alla Procura di Sulmona – proprio a seguito del ritrovamento nel tratto canalizzato di molti pesci morti.

«Era inevitabile», commenta l’avvocato pescarese Osvaldo Galizia, presidente della Scuola italiana di pesca a mosca con sede a Castel di Sangro, «dal momento che sbalzi così repentini non danno assolutamente scampo alla popolazione ittica presente nel fiume. Ma quanto si sta ripetendo, dal momento che non è la prima volta che episodi del genere si verificano, provoca danni all’intero ambiente fluviale che noi invece cerchiamo di tutelare e valorizzare ormai da trent’anni, attraverso la nostra attività che è diventata un punto di riferimento della pesca a mosca sia in Italia che all’estero. È assolutamente necessario che tutte le amministrazioni comunali dell’Alto Sangro facciano sentire la propria voce e chiedano ai responsabili di intervenire immediatamente per sanare i danni che derivano dalla scorretta prosecuzione della gestione del flusso delle acque».

A chiedere di risolvere in fretta la situazione è anche l’Associazione pescasportivi Sangro. «La morìa di trote è dovuta al basso livello del corso d’acqua», afferma il presidente Gianfranco Troilo, «e non è possibile quantificare il danno subìto, che è sicuramente più rilevante per la perdita del novellame, nostre trote di ceppo mediterraneo molto pregiate».

La società Enel Green Power si difende e nega responsabilità. «La riduzione della portata del fiume Sangro non dipende in alcun modo da Enel Green Power, come accertato dall’azienda in un sopralluogo congiunto effettuato nei giorni scorsi con la Forestale e come confermato anche dagli approfondimenti condivisi con il Comune di Castel di Sangro», sottolineano dall’azienda, «i rilasci effettuati da Enel Green Power sono come sempre pienamente regolari e rispettano i valori del deflusso minimo vitale previsti, necessari a garantire un habitat ottimale per l’ecosistema acquatico. La riduzione della portata dal fiume non avviene infatti subito a valle dei rilasci di Enel Green Power, ma ad oltre 10 chilometri di distanza. La causa va quindi ricercata altrove. Chiarita la situazione, azienda e amministrazione Comunale hanno quindi avviato un dialogo per individuare, compatibilmente con le esigenze della produzione di energia da fonte rinnovabile, eventuali azioni ad hoc a favore del corso d’acqua, nell’ambito del consueto impegno di Enel Green Power volto a generare valore condiviso per il territorio».

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