Strane vibrazioni sul ponte Si attendono le verifiche

SULMONA. Il passaggio contemporaneo di centinaia di studenti sul ponte Capograssi, in occasione dello sciopero di venerdì per l’ambiente, riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’infrastruttura....
SULMONA. Il passaggio contemporaneo di centinaia di studenti sul ponte Capograssi, in occasione dello sciopero di venerdì per l’ambiente, riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’infrastruttura. In una sorta di tam tam virtuale su Facebook, infatti, si sono rincorsi i messaggi preoccupati e di allarme di qualche sulmonese. «Quando i ragazzi hanno cominciato a saltare, il ponte ha iniziato ad oscillare», fa notare Francesca Abbriano. «Ho avuto molta paura», le risponde Simona Lo Criti, mentre Giovanna Ruscitti replica che «è normale che accada». Effettivamente i ponti sono progettati per oscillare e per scaricare con dei piccoli movimenti le sollecitazioni a cui sono sottoposti. Ma il caso riporta di attualità la necessità di fare verifiche su ponte Capograssi, progettato da Riccardo Morandi, lo stesso ingegnere che realizzò la progettazione del ponte di Genova crollato l’anno scorso. Per questo, a gennaio, sono state affidate le verifiche statiche su ponte Capograssi, come ricorda l’assessore ai Lavori pubblici, Mauro Tirimacco. L’incarico è stato affidato con determina dirigenziale a una società spin off dell’Università dell’Aquila, per una spesa di circa 8.200 euro. Gli interventi dovranno accertare la tenuta del ponte, anche alla luce dei crolli di intonaco dei mesi scorsi e dei ferri arrugginiti visibili ad occhio nudo, sotto la campata. Il ponte, finito di costruire nel 1965 su progetto di cinque anni prima, è realizzato in cemento armato e precompresso. Quelli erano gli anni del boom di questo nuovo materiale, apprezzato per la sua poliedricità, la sua forza e il pregio non trascurabile dell’economicità. Quello che all’epoca non si conosceva, però, era il rischio del degrado del calcestruzzo e quelle costose opere di manutenzione che impone dopo 30 o 40 anni. Intanto, da agosto 2018 resta in vigore il divieto di sosta sulla infrastruttura per non appesantirla ulteriormente. (f.p.)
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