Stress post-sisma, risarciti quattro feriti

8 Marzo 2023

Nuova condanna per Regione, Adsu e tecnici: 700mila euro di danni ai ragazzi sopravvissuti al crollo di via XX Settembre

L’AQUILA. È uno dei simboli della immane tragedia del terremoto dell’Aquila. Ora si riapre il filone delle cause civili per il crollo della Casa dello studente di via XX Settembre, dove il 6 aprile del 2009 persero la vita otto ragazzi.
Innanzitutto c’è una nuova condanna civile di primo grado, quella per il risarcimento di quattro giovani miracolosamente sopravvissuti tra le macerie. La nuova sentenza, depositata nei giorni scorsi, è del giudice Baldovino De Sensi, che ha ribadito un concetto: non è stato solo il sisma a provocare il crollo, ma anche le criticità strutturali del palazzo. Sono la Regione Abruzzo e l’Azienda per il diritto agli studi universitari Adsu a dover pagare circa 700mila euro di danni, in quanto rispettivamente proprietaria e “usuaria” dell’edificio, rifacendosi però del 40% sui tecnici. Ma in questi giorni si sta riaprendo anche la battaglia per le sentenze di primo grado finite sul tavolo dei giudici della Corte di appello.
IL FILONE
La nuova sentenza civile – come altre degli anni scorsi sul crollo della Casa dello studente – si basa sul processo penale concluso con la condanna definitiva in Cassazione per tre ingegneri e un architetto per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni personali, disastro colposo e crollo di edificio. A difendere sia allora i parenti delle vittime che oggi i quattro ragazzi, è l’avvocato Wania Della Vigna. «La prima sentenza che ho avuto in ordine di tempo dal Tribunale civile dell’Aquila risale al ferragosto dell’anno 2018 per i familiari di Hussein Hamade, per tutti “Michelone”, ragazzo israeliano, studente di Medicina», spiega la legale, «da allora si sono succedute tante altre sentenze civili di condanna sia per i familiari di altre vittime e per i sopravvissuti, con il riconoscimento della responsabilità civile – con relativo obbligo al risarcimento dei danni – in via solidale della Regione Abruzzo, Adsu e con diritto di rivalsa verso i tecnici e dipendenti. Tra queste anche per i familiari di Davide Centofanti, nipote della compianta Antonietta Centofanti, tra altro fondatrice e presidente del comitato vittime della Casa dello studente». E ancora: «Tutte le precedenti sentenze dei miei assistiti per il crollo della casa dello studente sono approdate in Corte di Appello – su istanza delle parti soccombenti – e domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà udienza di precisazione delle conclusioni per talune vittime. Il deposito delle prime sentenze di Appello si attende nell’estate-autunno del 2023».
LE COLPE
Nella nuova sentenza civile dei giorni scorsi per il ferimento dei quattro ragazzi, il giudice De Sensi ribadisce che non è stata solo la scossa di terremoto a provocare il crollo della Casa dello studente. «Deve escludersi ogni profilo di eccezionalità e dunque di imprevedibilità del sisma», si legge nella sentenza, «la scossa, pur caratterizzata da indubbia violenza, non può essere considerata anomala, avuto riguardo alla notoria pericolosità sismica del territorio aquiliano». E ancora, dopo aver segnalato che meno dell’1% degli edifici in cemento armato – come appunto la Casa dello studente – è crollato nel sisma: «Il discrimine tra gli edifici crollati non è consistito nella violenza del terremoto di relativi picchi di accelerazione bensì nelle diverse modalità di progettazione e di manutenzione. In altre parole è emerso che solo gli edifici che presentavano importanti vizi progettuali e manutentivi azione siano crollati». In particolare si segnalano «rilevanti errori progettuali» con «violazioni delle prescrizioni» ed «omissioni» di progettisti, collaudatore e direttore dei lavori di modifica che «hanno influenzato la cinematica del crollo, aggravandone le conseguenze».
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