Stroncato dal Covid a 89 anni Asl pronta a vaccinare i rifugiati

5 Marzo 2022

Ieri in città 63 nuovi casi e una vittima: Silvio Caruso, 89 anni, dipendente della Provincia in pensione Pompei: «Una rete di assistenza per i tamponi e i vaccini ai profughi in fuga dalla guerra in Ucraina»

L’AQUILA. In lieve calo i nuovi casi in città, con 63 contagi emersi nelle ultime 24 ore, rispetto ai 100 del giorno precedente. Si registra una vittima, Silvio Caruso, di 89 anni, deceduto all’ospedale San Salvatore a causa di una grave polmonite bilaterale provocata dal Covid. Intanto, su tutta la provincia si effettuano sempre meno vaccinazioni, tra le 400 e le 500 al giorno, e degli 8 centri vaccinali ne sono in funzione attualmente solo la metà. L’Asl si sta attivando per accogliere i profughi in arrivo dall’Ucraina e gestire tamponi e vaccini.
LA VITTIMA. L’aquilano deceduto per Covid era un ex dipendente della Provincia, ente in cui aveva lavorato anche la moglie, con cui era sposato da 58 anni. Era un volontario dei gruppi vincenziani che si occupano di sostenere le persone bisognose. Prima del sisma viveva a San Francesco e si era poi trasferito a Coppito. I due figli, Pasqualino, storico animatore del gruppo di tifosi rossoblù Red Blue Eagles e Silvia, dipendente comunale, ricordano che il padre non aveva problemi di salute e nonostante l’età lavorava ancora in giardino: colpito dal virus, è entrato in ospedale il 28 febbraio con insufficienza respiratoria ed è deceduto giovedì. I funerali oggi, alle 10.30, nella chiesa di San Pio X al Torrione.
NUOVA EMERGENZA. Intanto l’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sta organizzando una rete di assistenza per verificare le condizioni di salute ed effettuare tamponi e vaccini ai profughi che fuggono dalla guerra: «Applicheremo le direttive inoltrate dal commissario Figliuolo e dal ministero della Salute», dice il responsabile della Prevenzione Domenico Pompei, «e siamo in attesa di conoscere il numero di persone e le località dove saranno accolte. Saranno applicati i protocolli che prevedono un periodo di quarantena di 5 giorni, la somministrazione di tamponi e la verifica dello stato vaccinale. Siamo pronti a vaccinare chi vuole iniziare il ciclo o deve completarlo». Nel frattempo, continua a scendere il numero delle vaccinazioni giornaliere somministrate negli hub della provincia: «Attualmente ne sono operativi solo 4», aggiunge Pompei, «affiancati da un team mobile che si sposta sul territorio, raggiungendo i piccoli centri. Come in tutta Italia, l’affluenza è molto diminuita, si viaggia sulle 400/500 somministrazioni al giorno su tutta la provincia e si tratta per la maggior parte di persone che devono completare il ciclo vaccinale». In città è aperto solo il centro di San Vittorino. Il servizio verrà riorganizzato a partire dal 31 marzo, quando finirà lo stato di emergenza.
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