Studentato, in 15 verso lo sfratto «Ora viviamo nell’incertezza»

3 Novembre 2023

Hanno avuto il posto letto in base alla prima graduatoria revocata, ma per la nuova sono “non idonei” L’appello del gruppo di fuori sede: cosa accadrà quando le nostre stanze saranno assegnate ad altri?

L’AQUILA. Sono 15 gli universitari fuori sede che ora temono di essere sfrattati dallo studentato Adsu nel complesso il Moro. A loro l’Azienda per il diritto allo studio universitario dell’Aquila ha già dato un posto letto sulla base della vecchia graduatoria del 29 settembre. Ma i 15 ragazzi, già assegnatari del servizio alloggio per merito e reddito, sono risultati “non idonei” dalla nuova graduatoria del bando per gli alloggi indetto successivamente per decreto della presidente dell’Adsu Eliana Morgante. Gli alloggi in cui vivono da qualche settimana, infatti, erano inclusi nella nuova gara. Al Moro, lo ricordiamo, sono circa 22 i ragazzi insediatisi in virtù della graduatoria del 29 settembre, disconosciuta dalla presidente ma ancora valida per gli uffici. Al loro arrivo, avevano già tutti pagato all’Adsu la caparra prevista e firmato il contratto di assegnazione del posto letto, dal 1° ottobre 2023 al 31 luglio 2024. Per percepire la borsa di studio da fuori sede, la normativa richiede che massimo entro il 14 novembre i ragazzi abbiano stipulato e depositato un contratto di affitto da 10 mesi, escluso agosto.
«Essendo risultati non idonei potremmo essere sfrattati», spiegano disperati i 15, «non sappiamo cosa accadrà quando le nostre stanze saranno date a un altro studente. Non abbiamo idea di dove ci metteranno, né di quando ce loro diranno». L’unica certezza, al momento, è l’incombere della scadenza per la presentazione di tutti i documenti necessari a tutelare la borsa di studio da fuori sede. «Se non ci daranno la possibilità di avere un contratto d’affitto di 10 mesi, noi risulteremo in sede o pendolari, quindi ci scaleranno dalla borsa il vitto e l’alloggio. Significa che perderemo circa tremila euro».
Una domanda in particolare, per i ragazzi, sorge spontanea, insieme alle risposte e alla frustrazione. «Perché la stanza di cui abbiamo già pagato la cauzione è stata rimessa a bando? Non siamo stati tutelati. L’unico criterio citato nel bando per lo studentato era quello del reddito, e noi siamo tutti risultati beneficiari di borsa di studio. Vogliamo sapere per quali criteri stati giudicati non idonei, perché di certo non si tratta del reddito. Abbiamo chiesto spiegazioni all’Adsu, ma nessuno ha saputo risponderci». I 15 ragazzi parlano chiaro: «Se non sarà l’Adsu a difendere i nostri diritti lo faremo noi, anche per vie legali, se necessario».
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