Studentessa disabile costretta a restare a casa

25 Settembre 2020

L’accompagnamento sul pullman garantito solo dal primo ottobre, la famiglia presenta una diffida

CASTEL DI SANGRO. Nessun primo giorno di scuola da raccontare per una 14enne residente in un piccolo comune dell’Alto Sangro. La studentessa, affetta da una grave disabilità motoria, è rimasta a casa perché manca l’accompagnatore sull’autobus, previsto per legge. Così ha trascorso quello che sarebbe dovuto essere il primo giorno di scuola delle superiori a piangere e disperarsi nella sua camera da letto, mentre il fratellino più piccolo usciva con la cartella sulle spalle davanti ai suoi genitori addolorati e allo stesso tempo infuriati per l’accaduto. La coppia si è rivolta all’avvocato Gianpio Cimini per presentare una diffida nei confronti dell’ente gestore del servizio di accompagnamento per studenti con difficoltà che, solo il giorno prima dell’inizio delle lezioni, ha avuto premura di comunicare alla famiglia che l’accompagnatore sarebbe stato disponibile dal primo di ottobre.
Tutto ha inizio lo scorso mese di febbraio quando il Comune in cui la 14enne risiede si adopera per attivare il servizio di trasporto dell’alunna verso Castel di Sangro, scrivendo a Tua, Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila, Istituto Patini-Liberatore e all’Ente capofila di ambito distrettuale (Ecad) n°6 “Sangrino”.
La preside dell’istituto superiore, Cinzia D’Altorio, si adopera affinché la ragazza possa frequentare la scuola in tutta sicurezza e senza limitazioni dovute alle barriere architettoniche. Anche Tua, che gestisce il servizio di trasporto scolastico, mette a disposizione un bus dotato di pedana per disabili. L’intoppo arriva quando l’Ecad, che aveva assicurato il servizio per tempo, scrive alla famiglia comunicando che l’accompagnatore verrà garantito da primo di ottobre. La comunicazione risale alla vigilia di inizio anno scolastico. L’accompagnatore è una figura prevista dalla legge in grado di aiutare la studentessa diversamente abile a salire e scendere dal bus e ad assisterla durante il viaggio di 40 chilometri. Una delusione immensa per la 14enne, già duramente provata per la sua condizione, alla quale è stata negata la gioia del primo giorno di scuola. «Tutto ciò ha causato un turbamento alla ragazza e alla sua famiglia», dichiara l’avvocato Cimini, «e ha leso il suo diritto sacrosanto allo studio». (f.d.m)
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