Studenti e docenti del Classico a Boston

18 Febbraio 2016

Al ristorante dell’imprenditore Frattaroli si terrà un evento per lanciare le celebrazioni di Ovidio 2017

SULMONA. Entrano nel vivo i preparativi per le celebrazioni di Ovidio 2017, il bimillenario della morte del poeta. I primi a scendere in campo sono gli studenti del liceo classico Ovidio. Un gruppo di studenti, guidato dalla dirigente scolastica Caterina Fantauzzi e dalle docenti Giuliana Giorgi e Fabrizio Buoncompagno, partirà il 14 marzo alla volta di Boston per incontrare Filippo Frattaroli. L’imprenditore di origini sulmonesi sta organizzando, per il 17 marzo nel suo ristorante, l’evento “A dinner with Publio Ovidio Nasone”. Si tratta di un’iniziativa, proposta dalla preside del Polo umanistico e dalla comunità abruzzese di Boston, concordata con il console Nicola De Santis allo scopo di far conoscere agli studenti bostoniani il poeta di origini sulmonesi, al fine di sollecitarne la partecipazione al Certamen Ovidianum del 2017. L’adesione dei giovani latinisti bostoniani al Certamen sarà favorita anche dal Rotary club, coinvolto nell’iniziativa. «Gli studenti del liceo classico si stanno preparando con impegno a questo evento», afferma la dirigente Fantauzzi, «il loro compito sarà quello di presentare la nostra città, il poeta Ovidio e il Certamen». Frattarolim e proprietario di un famoso ristorante a Boston il cui nome Sei Stelle. «È con grande piacere che voglio presentare il nostro impegno per Ovidio 2017», spiega Frattaroli. « Il nome “Sei Stelle” o “Six Stars” è tratto dal nostro stemma di famiglia che è scolpito nella pietra sopra l’ingresso principale. Il nome ha per noi un significato sentimentale ed è in linea con la filosofia secondo cui qualsiasi cosa tu faccia nella vita, per meritarla c’è bisogno di investire una parte di se stessi. Sulmona era la mia casa da ragazzo e lo è tuttora per una parte dell’anno». Da qui l’impegno anche per i principali eventi cittadini, come Ovidio 2017, per cui arrivano i ringraziamenti della dirigente Fantauzzi. «Vivere tra la grande città di Boston e l’antica cittadina di Sulmona mi consente di unire e confrontare il meglio di due mondi», aggiunge lo chef italo-americano. «Questo mi ha dato la possibilità di rimanere in contatto con le tradizioni della cucina italiana. Mi ha anche dato la preziosa opportunità di condividere con i miei figli le mie origini, le mie radici e ciò ha permesso loro di non vivere Sulmona come visitatori ma come cittadini». (f.p.)

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