Studenti in piazza per il Liceo Ovidio

Corteo di protesta per chiedere la ristrutturazione e la riapertura della storica sede chiusa dal 6 aprile del 2009
SULMONA. Ieri, per una sola mattinata, gli studenti del Liceo classico Ovidio si sono “rimpossessati” della loro scuola. Quella che in realtà non hanno mai visto né vissuto, che rivendicano come loro grazie ai racconti dei loro genitori o degli studenti che li hanno preceduti e che hanno avuto la fortuna di diplomarsi guardando dalla finestra la statua di Ovidio. Liceo classico dieci anni dopo. Sono 3.650 i giorni di chiusura del liceo classico Ovidio, da quel terribile 6 aprile 2009.
«Noi non siamo qui per far valere i nostri diritti. Perché riaprire la nostra sede è un dovere per le istituzioni». Lo ha gridato dalla centralissima piazza XX Settembre il rappresentante degli studenti, Francesco Balassone, nel corso della manifestazione di protesta dei liceali, in occasione del decennale dalla chiusura. Cori da stadio, striscioni e suono delle campane hanno animato la mattinata di protesta che è incominciata con il corteo dei 200 studenti, che è partito dalla villetta di viale Mazzini per arrivare in piazza XX Settembre, dove si trova la sede storica della scuola. All’ultimo minuto si è deciso di cambiare l’itinerario della protesta con il corteo che non é passato sotto il Comune, a differenza di quanto stabilito in precedenza, ma ha attraversato tutto il corso. Ai piedi della statua di Ovidio la protesta è entrata nel vivo. «Non siamo dei tecnici», hanno via via ripetuto nei loro interventi gli studenti. «Ma esigiamo delle risposte. A che punto è il progetto?». Alcuni ex sindacalisti e l’ex preside Giuseppe Evangelista si sono presentati in piazza con cartelli di protesta contro Comune e Provincia, contro tutti gli amministratori che si sono succeduti senza riaprire la scuola. «3.650 giorni, quattro sindaci, quattro presidenti di Provincia e il fallimento di una classe politica e di un ceto amministrativo», si leggeva sui cartelli.
«Martedì abbiamo un incontro con il progettista per valutare alcune modifiche al progetto», ha detto l’assessore ai lavori pubblici Mauro Tirimacco. «Noi stiamo rimettendo mano alla vicenda e credo si andrà avanti speditamente». Come ha confermato il collega Pierino Fasciani, che ha assicurato come «l’impegno di questa giunta sarà quello di arrivate nel più breve tempo possibile alla gara d’appalto». Per i lavori ci sono a disposizione da anni 4,2 milioni di euro, ma al progetto sono state chieste ben 17 integrazioni che il Comune ha provveduto ad apportare in attesa del rilascio delle ultime autorizzazioni da parte del Genio civile.
«Abbiamo insegnato ai nostri ragazzi la resilienza ma non possiamo insegnare loro la perseveranza nel subire», ha commentato a tal proposito la preside Caterina Fantauzzi.
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