Studenti in rivolta Venerdì un’altra manifestazione

10 Ottobre 2018

L’AQUILA. Gli studenti aquilani scendono di nuovo in piazza. Questa volta l’appuntamento è per venerdì alle 9 a Colle Sapone. Un corteo composto dagli alunni di tutte le scuole superiori della città...

L’AQUILA. Gli studenti aquilani scendono di nuovo in piazza. Questa volta l’appuntamento è per venerdì alle 9 a Colle Sapone. Un corteo composto dagli alunni di tutte le scuole superiori della città raggiungerà il parco del Sole per chiedere, ancora una volta, sicurezza negli edifici scolastici, maggiore efficienza del trasporto pubblico, più attenzione da parte delle istituzioni. La manifestazione è organizzata dall’Unione degli studenti e si inserisce in una protesta nazionale contro le ultime riforme della scuola.
«Siamo in una regione in cui uno studente su quattro abbandona il suo percorso di studi», sostengono i ragazzi. «A più di 9 anni dal terremoto frequentiamo scuole che ancora non sono sicure: a partire dal Liceo Cotugno che è diviso in 5 sedi, nessuna delle scuole dell'Aquila è attualmente sicura al 100%». I ragazzi intendono puntare il dito anche contro il governo. «Mentre il ministro Salvini parla di “scuole sicure” intendendo telecamere e controlli, le nostre scuole cadono a pezzi sotto i nostri occhi», proseguono. «Non ci sentiamo liberi di muoverci nella nostra città: il sistema dei trasporti risulta del tutto inefficiente. Spesso le nostre famiglie sono costrette a pagare più di un abbonamento. Non abbiamo un luogo di riferimento in cui incontrarci, poter studiare, stare insieme». Infine, la protesta fa riferimento anche a problematiche di carattere nazionale: «Siamo costretti a fare percorsi di alternanza che spesso si rivelano inutili, togliendo tempo allo studio, allo sport, alle attività del tempo libero. Non abbiamo un Codice Etico che ci impedisca di fare alternanza in aziende che inquinano l’ambiente, colluse con le mafie», concludono i ragazzi. «Questa città non è a misura di studenti. Il 12 scenderemo in piazza per chiedere che il nostro diritto allo studio venga garantito. Vogliamo realmente scuole sicure, vogliamo essere liberi di muoverci per la nostra città, vogliamo uno spazio che sia studentesco».(m.c.)
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