Studenti, la Provincia vuole i test salivari

Approvata all’unanimità una mozione. Il presidente Caruso ha rappresentato all’Asl e alla Regione la necessità dei controlli
L’AQUILA. Test rapidi anti-Covid per le scuole. Questa la richiesta contenuta in una mozione, sottoscritta da tutti i consiglieri e approvata all’unanimità nel corso del consiglio provinciale. Il presidente Angelo Caruso ha sottoposto all’assemblea la problematica legata all’emergenza Covid-19, relativamente al comparto scolastico evidenziando come, alla luce delle contaminazioni emerse negli ultimi giorni, sia necessario approntare «un modello organizzativo capace di eseguire uno screening tempestivo sulla popolazione scolastica. Tale necessità non può essere più rinviata poiché i tempi di restituzione dello sviluppo dei tamponi non sono compatibili con le misure di prevenzione previste dal protocollo scolastico. In particolare, al di là della difficoltà di eseguire tamponi agli alunni della scuola dell’infanzia, la messa in quarantena di intere classi interessate dalla contaminazione non garantisce la sicurezza di tutta la componente scolastica del plesso interessato. Per cui, mutuando il modello individuato da altre regioni, ad esempio il Lazio, si potrebbe ricorrere all’uso di test salivari a esito rapido, onde poter periodicamente eseguire lo screening di tutta la popolazione scolastica provinciale e dunque avere rapidamente un elevato esito probabilistico sulle condizioni sanitarie degli alunni. Ciò garantirebbe una maggiore sicurezza nelle attività didattiche oltre a rappresentare un messaggio di attenzione per le famiglie». Il presidente ha informato il consiglio di aver già rappresentato alla Regione e all’Asl tale necessità.
APPALTI. Approvata all’unanimità anche l’istituzione della stazione unica appaltante della Provincia con natura di centrale unica di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per lavori, servizi, e forniture dei comuni non capoluogo ed eventuali altri enti. L’avvio di quest’importante iniziativa permetterà, dal primo gennaio 2021, ai tutti i piccoli comuni della Provincia di poter svolgere adempimenti per l’espletamento delle gare d’appalto nonostante le difficoltà di personale.
PATRIMONIO. È stata rendicontata la variazione del patrimonio dei beni immobili e mobili relativi aL 2019, ovvero, tutti quei beni che appartengono all’Ente che sono oggetto di aggiornamento al 31 dicembre di ogni anno. Tra questi l’accatastamento di alcune case cantoniere, alcuni tratti di strada e altri beni che, di fatto, hanno aumentato il patrimonio della Provincia. All’ordine del giorno la rendicontazione di gestione delle attività compiute dall’Ente. «L’anno 2019», fanno sapere dalla Provincia, «rileva una chiusura ampiamente positiva, con un fondo di cassa che ammonta a 139 milioni, evidenziando un Provincia robusta e sana. Il risultato di amministrazione è di oltre 105 milioni, suddiviso tra la parte accantonata, vincolata, investimenti e avanzo di amministrazione. In particolare, l’avanzo si attesta a quasi 48 milioni, cifra lievitata, dai 34 del precedente anno, per l’attuazione del decreto del primo agosto 2019, che stabilisce di esaminare le somme bloccate negli anni precedenti, gran parte delle quali vincolate dalla Regione, destinate ad alcune funzioni cedute, oggi diventate disponibili. Anche il conto economico riporta un risultato di esercizio positivo con il rapporto tra costi e ricavi pari a un attivo di 10 milioni. La Provincia è in pieno equilibrio e non evidenzia punti deficitari. Tra l’altro, si attesta tra gli enti migliori per tempestività di pagamenti a imprese e fornitori». Caruso parla di «risultati lusinghieri» ma evidenzia, seppur nelle difficoltà, la necessità di «impiegare i fondi a disposizione, in particolare sul settore viabilità».

