Studenti protagonisti al Freedom Trail

Tre le tappe del Sentiero della Libertà che compie 18 anni. La prima edizione inaugurata da Ciampi
SULMONA. Compie 18 anni il Sentiero della Libertà, che partirà il 27 aprile da Sulmona. Per questo, la novità di questa edizione viene espressa col motto “lasciamo a loro la parola”, perché saranno gli stessi studenti, coordinati dagli insegnanti, a riferire pensieri e storie nei vari momenti della manifestazione. Tre le tappe classiche della marcia: Sulmona-Campo di Giove, Campo di Giove-Taranta Peligna, Taranta Peligna-Casoli. Centinaia di studenti, provenienti da varie scuole italiane con i loro insegnanti e insieme a tante persone, attratte dall’interesse storico e paesaggistico, ripercorreranno quel sentiero che valica la Majella e che affrontarono migliaia di giovani italiani ed ex-prigionieri in fuga dal Campo 78 di Fonte d’Amore e dagli altri campi di concentramento per raggiungere l’esercito alleato. Con la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 25 aprile al sacrario della Brigata Maiella, a Taranta Peligna, viene sancito ufficialmente il rapporto tra l’Abruzzo e l’Italia nella memoria storica della Seconda guerra mondiale. Era stato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nella prima edizione del 2001, a richiamare e stabilire tale rapporto, sia come memoria collettiva che come esperienza personale di giovane ufficiale italiano che il 24 marzo 1944 aveva affrontato la traversata da Sulmona a Casoli per raggiungere gli alleati nella lotta per la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca e dal nazi-fascismo. Così come fece Gilberto Malvestuto, ultimo ufficiale in vita della Brigata Majella coi suoi 97 anni.
«Da quella data, la marcia internazionale Freedom trail, che al sacrario di Taranta trova scolpite le 18 lapidi in ricordo di ogni traversata», spiega il professor Mario Setta, dell’associazione “Il Sentiero della libertà”, «ha assunto sempre più carattere di messaggio, profondo e universale, rivolto ad ogni persona nel realizzare uno scenario in cui l’umanità resti legata ai grandi e insopprimibili valori individuali e sociali, fondati sulla libertà, la solidarietà e la pace». Un percorso attraverso la Majella che ripercorre i passi degli uomini e delle donne che nel settembre del 1943 fuggirono dal campo di concentramento tedesco di Sulmona per raggiungere l’armata inglese del generale Montgomery dislocata a Casoli. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

