Studio sui tumori in Valle Peligna: «Per mio fratello morto a 42 anni»

Pierpaolo Mai: raccolta fondi per sostenere un’attività di analisi di acque e altri fattori ambientali La scomparsa dell’operaio della Magneti Marelli e del capo dei vigili urbani ha scosso le coscienze
RAIANO. Egino Mai aveva 42 anni, lavorava alla Magneti Marelli di Sulmona e viveva a Raiano con la moglie e le due figlie. Una vita serena tra la fabbrica, la casa e le sue passioni. A dicembre 2020 scopre di avere un tumore. Iniziano gli interventi, le terapie e poi per una complicazione viene ricoverato in rianimazione e il 3 novembre scorso muore. Il fratello Pierpaolo Mai non si dà pace. Troppi malati e troppi morti in paese.
Inizia a cercare di capire, inizia a studiare e poi prende una piantina di Raiano e segna, con il supporto di medici e conoscenti, tutti i pazienti malati o scomparsi a causa di un tumore. Basandosi sulle informazioni raccolte, mappa tutto il paese e individua in una porzione dello stesso un’incidenza più alta di malati oncologici, circa 40 in una zona specifica.
«Sarà un caso?», si è domandato Mai, «il 3 novembre abbiamo salutato mio fratello di 42 anni, adesso il comandante Carmine Di Berardino, che viveva proprio a due passi da Egino, e domani (oggi per chi legge, ndc) ci sarà un altro funerale sempre di una persona di quella zona. Per questo abbiamo deciso promuovere una raccolta fondi volta a sostenere un’attività di analisi delle acque irrigue e potabili, ma anche di altri fattori ambientali. Mi sento in dovere di fare qualcosa dopo la morte di mio fratello, per il nostro futuro e quello dei miei e dei nostri figli».
Mai ha diviso il paese in quattro e ha cominciato a identificare i casi degli ultimi anni con l’aiuto del medico Annamaria Zitella.
L’obiettivo è avviare un percorso che possa portare a capire se c’è un legame tra i pazienti che si ammalano e il territorio.
«L’intento è quello di partire dal basso per finanziare un’analisi, in modo da acquisire anche evidenze scientifiche», ha continuato Mai, «risalgono a circa un decennio fa gli ultimi studi effettuati in Valle Peligna sul tumore al seno e sulle dimissioni ospedaliere. Nel primo caso si è visto, grazie ai ricercatori Isde, che l’alta incidenza deriva dalla caratteristiche orografiche e climatiche della Valle Peligna. Sulmona, Pratola e Prezza i centri più colpiti. Sono stati poi svolti accertamenti sulle cartelle cliniche scoprendo ad esempio che a Pettorano si registrò una più alta incidenza di tumori al colon mentre a Pratola di linfomi. Tutte analisi che andrebbero aggiornate. Da Raiano si getta il sasso nello stagno. Lo devo a mio fratello e ai tanti che lottano ogni giorno contro il male». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

