Subappalti non pagati, si va in tribunale

17 Dicembre 2017

Nel mirino ancora il colosso Sertech in crisi di liquidità: pronte ingiunzioni per 120mila euro da ditte con fatture inevase

L’AQUILA. L’insolvenza di grandi ditte edili impegnate nella ricostruzione continua a creare problemi non comuni alle piccole imprese locali che operano in subappalto.
Il caso in questione, che torna di attualità, riguarda la Sertech, colosso del mattone con lavori appaltati in una decina di palazzi in città. L’azienda, per via di alcuni mancati pagamenti, sta per ricevere altre due ingiunzioni di pagamento da parte di altrettante ditte locali che hanno svolto lavori per complessivi 120mila euro.
La Sertech ha sede legale in provincia di Venezia, ma il caso in questione verrà discusso davanti al giudice del tribunale dell’Aquila.
Si tratta di una vicenda che non sembra avere fine, per questi e altri ricorrenti, perché ci sono obiettive difficoltà tecniche addirittura anche per effettuare i pignoramenti.
La decisione di avviare l’ennesima controversia è maturata vista l’impossibilità, a detta dei legali dei ricorrenti, di ipotizzare, a breve, un pagamento anche parziale.
Va comunque detto che la Sertech, subentrata alla ditta Palomar che, a sua volta, aveva ereditato gli appalti da Consta spa, è “vittima” della mancanza di liquidità, a livello nazionale, imperante nel settore delle costruzioni.
Infatti la Sertech avanza pagamenti dallo Stato per somme considerevoli, per esempio per i lavori svolti al Mose di Venezia, ma i tempi biblici per ottenere il dovuto l’hanno messa in ginocchio. Una crisi di liquidità che sembra destinata a durare a lungo. E a farne le spese sono le imprese in subappalto e, ovviamente, i rispettivi fornitori che vantano fatture insolute.
I problemi stanno spuntando da ogni parte.
L’ultimo in ordine di tempo riguarda il condominio di via Verdi, al civico 18, nel cuore del centro storico. I residenti (ma ci sono anche dei locali a destinazione commerciale e studi professionali) si lamentano del fatto che i lavori sono stati sospesi pur essendo vicini al completamento. Insomma, una beffa. E, come se questo non bastasse, alcuni appartamenti si sono allagati per alcune infiltrazioni dalle cause non ancora chiare.
Ci sono stati dei danni, anche di una certa consistenza e, al momento, non è prevedibile chi dovrà pagarli e si teme che ciò darà il via a un altro contenzioso. La Sertech, dopo aver sospeso i lavori, li ha ufficialmente abbandonati. Sta di fatto che il condominio, che doveva essere completato quattro anni fa con lavori per sei milioni di euro, resta molto lontano dalla consegna. A fronte di questo altri palazzi inagibili, situati lungo la stessa strada, sono quasi terminati nonostante i lavori siano stati iniziati prima.
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