«Subito le mascherine per il personale sanitario»

26 Marzo 2020

La Uil replica alla Asl sul materiale per medici e infermieri considerato non idoneo E all’ospedale di Tagliacozzo scoppia il giallo sulla quantità di dispositivi protettivi

AVEZZANO. Erano arrivate all'ospedale di Avezzano sabato scorso, dopo giorni di attesa per essere distribuite. A fornirle era stata la Protezione civile. Sono le mascherine della discordia, quelle che hanno sollevato l'indignazione del personale sanitario e scatenato le reazioni dei sindacati, e sulle quali restano ancora dubbi riguardo alla destinazione. Si tratta di protezioni non idonee per medici e infermieri. Così, quando dai reparti sono andati a chiedere il materiale per la protezione individuale al servizio farmaceutico ospedaliero, hanno ricevuto le mascherine di tessuto non tessuto, in numero non definito. Secondo il direttore generale dell'Asl di Avezzano- Sulmona-L'Aquila, Roberto Testa, non sarebbero però mai dovute finire nelle mani del personale sanitario perché riservate ai visitatori dei pazienti. Non la pensano così, invece, i sindacati, secondo cui erano state consegnate al personale sanitario». Una presa di posizione arrivata e ribadita dopo l'intervento della Asl, secondo cui quelle protezioni composte di telo in Tnt, sono state messe a disposizione ed erano riservate esclusivamente alle persone che ogni giorno si recano in ospedale a visitare i propri congiunti ricoverati, e non quindi agli operatori sanitari, che utilizzano invece quelle chirurgiche. Ma secondo il personale sanitario, quelle chirurgiche non sono mai arrivate a sufficienza. «Non è il momento delle polemiche, ma della collaborazione», spiega Luigi Sannito, dirigente Uil Fpl e Rsu della Asl, «però una precisazione va fatta, anche perché ci sono stati finora in Italia più di 5.000 operatori sanitari contagiati e non vorremmo che questo numero continuasse a salire proprio per carenza di dispositivi di protezione. Ribadiamo che quelle mascherine Tnt sono state consegnate ai lavoratori. Tant'è che dopo il nostro intervento è stato avviato il ritiro di parte di esse. Ci auguriamo però che ora arrivino subito dei Dpi (Dispositivi di protezione individuale) idonei e sufficienti all'ospedale di Avezzano e a tutti gli altri presìdi della provincia, soprattutto nei reparti più impegnati come 118, Pronto soccorso, Malattie infettive e Rianimazione, ma anche nelle altre Unità operative di tutto il territorio. Se ciò non dovesse accadere, come Uil ci attiveremo per mettere in campo anche eclatanti forme di mobilitazione, a tutela dei lavoratori e degli utenti».
Un altro giallo nella Asl riguarda le mascherine consegnate da un cittadino di Tagliacozzo, che vive a Hong Kong,al personale sanitario. Sono stati donati 1.200 pezzi, ma il personale dell'ospedale chiede chiarezza, visto che sarebbe arrivata all'Umberto I di Tagliacozzo solo una piccola parte. «A noi ne hanno consegnate 500 per tutti i reparti. Si tratta di mascherine monouso, che hanno una durata limitata nel tempo», spiega un lavoratore, «e quando ne abbiamo chieste altre ad Avezzano ci è stato risposto che in virtù della donazione che avevamo avuto, di ben 1.200 mascherine, non avevamo diritto ad altre. Invece le cose non stanno così».
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