«Sui tribunali battaglia non ancora vinta»

13 Gennaio 2023

Colucci (presidente dell’Ordine degli avvocati) cauto: «Risultato vicino, ma è presto per cantare vittoria»

AVEZZANO. «Conoscevamo già la posizione del ministero ma non è ancora finita». Sono le parole del presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci, all’indomani della posizione assunta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in parlamento riguardo alla situazione della giustizia e ai tribunali chiusi con la riforma del 2012, definita «fallimentare». Il presidente del consiglio forense è cauto, nonostante le affermazioni del Guardasigilli facciano intravedere la luce per una vertenza portata avanti con grande impegno e passione da Colucci e da tutto il mondo dell’avvocatura non solo marsicano ma anche a Sulmona, Vasto e Lanciano. Per Colucci infatti l’iter che porterà alla proroga triennale e alla riapertura della pianta organica è ancora incerto. «Conoscevamo già le intenzione del ministro della Giustizia e del sottosegretario per il fatto di essere stati già a Roma alcune settimane fa e in più di un’occasione», ha sottolineato Colucci, «siamo contenti e soddisfatti di questa presa di posizione che, per noi, è una conferma ma non è finita». Secondo Colucci è presto per cantare vittoria: «Siamo consapevoli che il risultato è sempre più vicino, quello della proroga e quello, successivamente, di una riforma definitiva che corregga quella del 2012 affinché il tribunale sia salvo per sempre. Continueremo comunque a seguire da vicino la vicenda», assicura il presidente dell'ordine, «in modo da essere pronti in caso qualcosa non dovesse andare per il verso giusto». Durante il question time di mercoledì pomeriggio alla Camera dei deputati, a sollevare la questione era stata la deputata pentastellata, Elisa Scutellà, che ha chiesto lumi al ministro della Giustizia. Ha voluto fare uscire allo scoperto Nordio chiedendo quali fossero le intenzioni del governo rispetto alla riforma della geografia giudiziaria. La Scutellà ha citato «il caso dell’Abruzzo, dove qualora dovessero essere chiusi gli altri quattro tribunali, metà regione resterebbe senza garanzia di giustizia e nonostante le rassicurazioni del governatore Marsilio a oggi non c'è nessun riferimento nel decreto Milleproroghe».
E Nordio, a quel punto, ha ribadito la linea del governo a una controriforma, assicurando che «il dicastero sta affrontando la tematica della revisione della geografia giudiziaria al fine di trovare le soluzioni più idonee per la problematica». (p.g.)
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