«Sul ponte Belvedere un parco lineare come a Manhattan»

5 Settembre 2018

La proposta dell’architetto e urbanista lombardo Bordoni e del medico aquilano Bernardi: «Area per bici e pedoni» 

L’AQUILA. Un ponte come “area di risulta” per un parco lineare per bici e pedoni.
È l’idea lanciata sul futuro del ponte Belvedere – e il sottostante palazzo che il Comune vorrebbe demolire per una questione di sicurezza – dall’architetto lombardo Enzo Bordoni, e dal medico aquilano ed ex consigliere comunale, Antonello Bernardi. «Ci siamo incontrati per conoscere de visu i luoghi del terremoto e le problematiche della ricostruzione, temi sempre dibattuti tra loro, e scambiarsi idee su che fare ora dei moduli abitativi e delle new towns, su come riportare gli abitanti nel centro storico», dicono i due amici. Il medico fa da guida, e racconta, l'architetto recepisce, soppesa e fa considerazioni senza pregiudizi e con la libertà che solo chi viene da lontano può esprimere. «Ma sono i giorni tragici del ponte Morandi di Genova e tutta Italia è fortemente stimolata a discuterne. Si parla di abbattimenti, ricostruzioni, evacuazione di famiglie, ricollocazione e assegnazione di nuove case: tutti temi che L'Aquila ha conosciuto a fondo e in circostanze ben più drammatiche. Anche all'Aquila c'è un ponte stradale che corre sopra le case, in modo incombente e minaccioso, il ponte Belvedere. Le notizie ufficiali», affermano l’architetto e il medico, «dicono che il ponte in sé non è pericolante, ma non dà garanzie se sottoposto al traffico veicolare, quindi è stato chiuso. Ma non si può restare in silenzio, mentre ogni città e provincia italiana è scatenata a rincorrere con interpellanze e polemiche l'emergenza-ponti. Così anche all'Aquila fioriscono proposte per il ponte Belvedere: abbattimento del ponte? Delle case sottostanti? Di entrambi? E poi lo ricostruiamo? Con un ponte in ferro fatto dal Genio Militare o chiamiamo Renzo Piano? Con che soldi? Chi paga questa volta, lo Stato (ma non c'è più la mano larga del dopo-terremoto) o il Comune, già fortemente indebitato?», domandano i due. «Insomma, un ginepraio da cui non si esce, se non con una idea che spazzi via tutti i problemi. Le ide ci sono, basta cercarle in giro per il mondo e trovi spesso chi le ha già sperimentate. In questo caso è la città per antonomasia, New York. Nel quartiere di Chelsea a Manhattan, invece di abbattere la linea ferroviaria sopraelevata West Side Line, andata in disuso, l'hanno trasformata in un percorso pedonale attrezzato, un parco lineare chiamato Higt Line. Ci si passeggia amabilmente a 8/10 metri di altezza, tra giardini e baretti, lontani dal traffico, ed è velocemente diventato un logo usato dagli abitanti per stare tranquilli e lontano dal traffico. Ed è un richiamo per i turisti. Nel caso del ponte Belvedere la riapertura, anche solo ciclopedonale del ponte attuale, porta l'immediato vantaggio di ricollegamento di due quartieri e reintroduzione di percorsi che agevolano i rapporti tra parti di Città. Con una spesa contenuta».
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