«Sulle tasse Biondi difende la comunità»

22 Aprile 2018

Malafoglia (FdI): «Caso affrontato in maniera seria grazie a lui». Le spa comunali devono restituire 1 milione

L’AQUILA. «Se il problema della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 2009 per imprese e autonomi, si sta finalmente affrontando in maniera seria, se si sta reclamando nei confronti dell'Europa il rispetto di diritti sanciti per legge dello Stato e se la politica nazionale si è interessata alla vicenda, è perché il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha semplicemente fatto ciò che in passato non è stato fatto: difendere gli interessi della sua comunità e della città territorio». Lo dichiara il portavoce comunale di Fratelli d'Italia, Michele Malafoglia. Biondi difende anche le cinque spa, di cui il Comune – dunque i cittadini – ha il controllo al 100%: l’Asm, l’Afm, l’Ama, il Centro turistico Gran Sasso e il Sed.
Tutte e cinque le aziende, se non ci sarà una marcia indietro dell’Europa, dovranno restituire oltre un milione di euro di esenzione o riduzione delle tasse di cui hanno beneficiato per il terremoto del 2009. Un milione di euro che peserebbe sul bilancio delle aziende, quindi del Comune, di conseguenza dei cittadini. «A lungo la decisione della Commissione europea, con cui si imponeva allo Stato italiano di vessare i suoi cittadini terremotati, è stata tenuta in un cassetto e sottovalutata da chi amministrava», aggiunge Malafoglia. «Adesso, anche alla luce della lettera inviata dal primo cittadino al commissario europeo per la Concorrenza Margrethe Vestager e dalla risposta che questa ha fornito, si è riaperta una interlocuzione che coinvolgerà sia Bruxelles, sia il governo, attuale e futuro. La battaglia, come sottolineato anche in occasione della manifestazione di lunedì scorso, va condotta senza bandiere di partito», conclude il portavoce di Fratelli d’Italia, «ma riconoscere i meriti di chi, dialogando con Regione, ordini professionali, categorie produttive e sindacali, ha ricompattato una comunità verso un unico obiettivo, come la sopravvivenza economica e sociale di un territorio, è doveroso».
Intanto si attende la fissazione dell’udienza – che sta sollecitando l’avvocato delle imprese ricorrenti, Roberto Colagrande – dopo la mancata concessione della sospensiva da parte del Tar.(v.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.