Sulmona, alunni trasferiti a Pratola dopo il sequestro delle scuole

Riunione in Prefettura. Contrario il sindaco Ranalli: «Decisione frettolosa, non si tiene conto delle esigenze delle famiglie»
SULMONA. Gli alunni e gli insegnanti delle due scuole sequestrate a Sulmona saranno trasferiti a Pratola Peligna. E’ stato deciso nel corso di una riunione in Prefettura, all'Aquila.
Le due scuole sulmonesi Itc “De Nino” e Itcg “Morandi”, dopo il sequestro di venerdì scorso della Guardia di Finanza, saranno trasferite nell'edificio dell'Itis di Pratola Peligna. Le due strutture sono state sequestrati dalla Finanza, su disposizione della Procura dell'Aquila. Le indagini avrebbero infatti accertato che le opere di messa in sicurezza, finalizzate all'adeguamento sismico dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, sarebbero state eseguite solo in parte o in maniera difforme da quanto previsto dai progetti.
Contrario alla decisione di trasferire alunni e insegnanti a Pratola, il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli: «Esprimo grande contrarietà alla decisione presa dalla Provincia. Una decisione che appare eccessivamente frettolosa e che soprattutto non ha tenuto conto delle esigenze delle famiglie e dei ragazzi».
«Ho presentato tre proposte operative - ha aggiunto Ranalli - per fare in modo che le due scuole restassero almeno a Sulmona. In particolare ho proposto il doppio turno con lezioni pomeridiane al liceo scientifico; ho proposto il trasferimento delle classi nella ex sede della Croce rossa, che ha già ospitato il liceo classico e infine il trasferimento nelle scuole medie Panfilo Serafini e Giuseppe Capograssi. Tutte e tre le proposte sono state respinte inspiegabilmente dall'amministrazione provinciale e ho avuto l'impressione netta che tutto fosse stato già deciso, prescindendo dalla valutazione e dalla fattibilità delle soluzioni da noi avanzate».
«E' stata penalizzata ancora una volta un'intera città - rimarca il sindaco Ranalli - da una decisione che provoca disagi enormi agli studenti e docenti. Stringere i denti per sei mesi, senza condannare gli studenti al pendolarismo, sarebbe stato possibile, anziché creare ulteriori problemi. Ma davanti alla chiusura totale della Provincia e della stessa dirigenza scolastica il Comune è stato messo nelle condizioni di non poter salvaguardare gli interessi degli alunni, delle loro famiglie e della nostra città. Questo trasferimento nell'Itis di Pratola provocherà pesanti ripercussioni anche sulle attività commerciali che gravitano attorno alla presenza degli istituti scolastici interessati. E' un ulteriore danno perpetrato all'economia cittadina che sarebbe stato evitato se la Provincia fosse stata più attenta e costruttiva rispetto alle nostre proposte».
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