Sulmona declassata? In arrivo tagli ai progetti regionali

8 Ottobre 2014

Primi effetti negativi della graduatoria disposta dal governo Lo studioso Ronci: «Lento smantellamento dei servizi»

SULMONA. La Valle Peligna e l’Alto Sangro esclusi dai progetti di sviluppo della Regione e dai conseguenti finanziamenti rivolti alle aree interne. Arrivano inesorabili i primi e gravi effetti del declassamento della città, disposto dalla graduatoria nazionale 2014 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica. Nella classifica trova conferma la spoliazione già avviata dai servizi di Sulmona, declassata ad area interna intermedia e costretta a far riferimento ad Avezzano. E ora arriva anche l’esclusione dai piani di sviluppo della Regione, che si basano proprio sull’elenco stilato dal Dipartimento che fa capo al ministero dello Sviluppo economico. Del resto i primi effetti della perdita di importanti servizi sanitari, scolastici e di mobilità si riflettono già da tempo nei reparti ospedalieri declassati ad ambulatori, nelle caserme militari chiuse, nelle chiusure programmate per tribunale, uffici periferici di Asl, ministero delle Comunicazioni, presidi di polizia e forestale.

Non lascia scampo il disegno nazionale dei poli di attrazione (centri d’offerta di servizi), che segna il destino delle aree interne e il loro progressivo declino. In base a questo rigido schema i Comuni vengono classificati come aree interne di cintura se il tempo per raggiungere il polo di attrazione non supera 20 minuti; aree interne intermedie se il tempo è compreso tra 20 e 40 minuti; periferiche se si va dai 40 ai 75 minuti; ultra-periferiche se oltre i 75 minuti. Lancia l’allarme su quello che sarà una progressiva e già avviata perdita di servizi Aldo Ronci, professionista sulmonese, autore di numerosi studi demografici e economici.

«Il pericolo per Sulmona è il lento e progressivo smantellamento dei servizi di istruzione, sanità e mobilità» avverte «in quanto le politiche nazionali tendono a potenziare e a rendere più efficienti questi servizi nei Poli d’attrazione. Nell’Abruzzo costiero se ne trovano il 71%, cinque su sette, mentre nell’Abruzzo interno ne troviamo solo due L’Aquila e Avezzano. Ma al declassamento di Sulmona si aggiunge un altro problema. Rimangono fuori della strategia regionale per le aree interne la Valle Peligna e l’Alto Sangro». Secondo Ronci non tutto sarebbe perduto. «Da un lato assieme alla Regione, presso il Dipartimento per lo sviluppo economico, bisogna recuperare per Sulmona l’inclusione tra i Poli d’attrazione» suggerisce «e dall’altro rivendicare presso la Regione l’inserimento della Valle Peligna e dell’Alto Sangro tra le aree interne abruzzesi che possono predisporre di progetti di sviluppo».

Le aree individuate dalla Regione per i progetti di sviluppo sono: Val Fino Vestina, Basso Sangro-Trigno, Valle del Giovenco, Valle Roveto, Gran Sasso- Valle Subequana, Sangro-Alto Vastese.

«Il pericolo per Sulmona» avverte Ronci «è il lento e progressivo smantellamento dei servizi di istruzione, sanità e mobilità, fra cui trasporti e accesso a internet, perché le politiche nazionali tendono a potenziare i poli d’attrazione che sono centri di riferimento per le aree vicine». Per cercare di capire meglio la classifica del dipartimento di Siluppo economico, il sindaco Peppino Ranalli ha scritto al Ministero di riferimento per avere chiarimenti.

Federica Pantano

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