Sulmona, dentro per spaccio. Il suo avvocato: "Con la marijuana cura il mal di testa"

12 Settembre 2014

Parla l’avvocato del 36enne arrestato a Introdacqua: dall’età di 14 anni soffre di cefalea a grappolo e utilizza la cannabis esclusivamente per uso terapeutico

SULMONA. «Ma quale spaccio di droga? La marijuana serve a curare i forti mal di testa». È quanto sottolinea l’avvocato Stefano Michelangelo. Il suo assistito, Gianni Adriano Monaco, 36 anni, di Introdacqua, è stato arrestato. Nella sua auto aveva sei piccole confezioni contenenti marijuana.

«Gianni Adriano Monaco soffre dall’età di 14 anni di una grave forma di cefalea a grappolo ed emicrania che lo costringono a cure farmacologiche continue» precisa il legale del 36enne «nel corso di studi intrapresi personalmente è venuto a conoscenza degli effetti benefici della sostanza sui dolori e ha praticato una sorta di autoterapia, appunto a base di marijuana. A tale decisione è pervenuto a causa delle enormi difficoltà di vedere riconosciuto l’uso terapeutico della cannabis, argomento oggigiorno ampiamente dibattuto».

Sviluppi sull’uso terapeutico della cannabis sono attesi dalla legge regionale numero 4 del 2014. «In ragione di ciò il signor Monaco, oltre a difendersi nelle sedi opportune da una ingiustificata accusa di detenzione di spaccio» continua l’avvocato Michelangelo «ha già intrapreso i primi passi, coadiuvato dall’associazione “Luca Coscioni” e dall’interessamento personale del promotore della legge, l’onorevole Maurizio Acerbo, finalizzati all’ottenimento dei necessari permessi volti all’uso terapeutico di farmaci a base di cannabis. Al di là dell’interesse scientifico dell’argomento, la precisazione appare doverosa in ragione del grave discredito che il ragazzo e i suoi familiari, che vivono in un piccolo centro come Introdacqua, ritengono di aver subìto».

Monaco era stato arrestato il 4 settembre a Introdacqua. Nell’auto i militari hanno trovato sei piccole confezioni di marijuana, che sono poi diventati dieci grammi in seguito alla perquisizione domiciliare.

In passato, in Centro Abruzzo il tribunale ha obbligato la Asl a consegnare la fornitura gratuita di marijuana a Marco Di Paolo, 46enne di Cansano affetto da sclerosi multipla. Dopo il primo anno di fornitura, gli avvocati di Di Paolo sono andati avanti con ricorsi d’urgenza per continuare a ottenere dalla Asl la fornitura gratuita annuale, in arrivo dall’Olanda. Proprio per abbattere i costi di importazione dai Paesi Bassi il 46enne e i suoi legali hanno più volte chiesto di coltivare marijuana nelle aree protette del Parco nazionale d’Abruzzo.

A sostegno della battaglia è nato un Comitato, che ha organizzato una petizione per la somministrazione gratuita e legalizzata di cannabis a uso terapeutico. La sottoscrizione mirava proprio a far risparmiare i costi della fornitura di marijuana, attualmente importata dall’Olanda.

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