Sulmona, detenuto finge malore e tenta la fuga dall’ospedale

10 Gennaio 2023

SULMONA. Appena dimesso dall’ospedale, ha tentato la fuga dando una spallata al poliziotto che lo stava facendo salire sul blindato che doveva riportarlo in carcere. Una fuga sventata dalla prontezza...

SULMONA. Appena dimesso dall’ospedale, ha tentato la fuga dando una spallata al poliziotto che lo stava facendo salire sul blindato che doveva riportarlo in carcere. Una fuga sventata dalla prontezza degli altri agenti presenti. È accaduto a Sulmona e il protagonista della vicenda è un detenuto con qualche problema psichico, così come sottolinea il Sappe che prende spunto da questo nuovo caso per denunciare «le difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nei Nuclei traduzioni e piantonamenti dei penitenziari. «Agenti», sostiene il Sappe, «che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi». Altro problema è il «sistematico ricorso alle visite mediche in ospedali e centri fuori dal carcere, con contestuale massiccio impiego di personale di scorta, per la diffusa presenza di patologie tra i detenuti».
«Dal punto di vista sanitario la situazione delle carceri è semplicemente terrificante», afferma il segretario generale del Sappe Donato Capece, «secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Questo fa capire ancora di più come e quanto è particolarmente stressante il lavoro in carcere».
Il detenuto che ha tentato la fuga aveva chiesto il ricovero in ospedale accusando dei dolori a una mano dopo aver sferrato un pugno all’inferriata.
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