Sulmona e Pratola ricordano i patrioti caduti per la libertà

Omaggio a Oscar Fuà, Rocco Di Pillo e Vittorio Mondazzi Di Piero agli studenti: lottare per la dignità, ogni giorno
SULMONA. Sulmona e Pratola Peligna ricordano Oscar Fuà, Rocco Di Pillo e Vittorio Mondazzi. In occasione della Giornata della memoria, amministratori, studenti e membri delle associazioni hanno preso parte a momenti di riflessione per non dimenticare l’orrore della Shoah.
Il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, è intervenuto all’assemblea organizzata nell’Istituto Giambattista Vico, insieme a un rappresentante dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. «Non è stato un semplice saluto istituzionale il mio», ha detto Di Piero, «ma ho voluto ricordare che al tempo, i ragazzi, in virtù delle leggi razziali, furono espulsi dalle scuole pubbliche, a dimostrazione dell’ignominia di quelle leggi e del dramma dell’Olocausto. E per questo il Giorno della memoria deve ricordarci sempre che la libertà, la dignità, il rispetto degli altri, e la lotta a ogni forma di fanatismo, non sono dati acquisiti, ma vanno conquistati giorno per giorno». Successivamente, il presidente del consiglio, Cristiano Gerosolimo, il comandante della polizia locale Massimiliano Giancaterino e i rappresentanti dell’associazione Brigata Maiella hanno onorato Fuà, con una cerimonia nel cimitero della città. Fuà, sulmonese di origini ebraiche, è stato un patriota della Brigata Maiella. «Abbiamo scelto di onorare un cittadino sulmonese di origini ebraiche che con la sua famiglia subì l’onta delle leggi razziali», ha ricordato il sindaco, «Fuà, con una scelta di grande adesione al valore universale della libertà, avendo conquistato la sua, volle combattere affinché altri potessero tornare a essere liberi. Si aggregò alla Brigata Maiella e cadde a soli 17 anni».
A Pratola il vescovo Michele Fusco ha partecipato alle cerimonie organizzate dal Comune per commemorare Rocco Di Pillo e Vittorio Mondazzi, il primo deportato nei campi di concentramento di Natzweiler Struthof e Flossenburg, il secondo internato dai nazifascisti e morto per la liberazione dell’ex Jugoslavia. Il sindaco Antonella Di Nino, insieme agli amministratori e ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni, ha deposto dei fiori sia nella via intitolata a Di Pillo che al monumento ai caduti, in ricordo «di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, l’uguaglianza e la democrazia». (e.b.)

