Sulmona fa fronte comune per salvare il punto nascite

18 Dicembre 2014

Reparto “condannato” dai funzionari della Regione, riesplodono le polemiche Gerosolimo tenta l’ultimo appello: «D’Alfonso deve trovare una soluzione»

SULMONA. Gli appena 328 parti in un anno, la metà dei quali con taglio cesareo, non sono bastati nemmeno a ottenere un rinvio, figuriamoci una deroga. È destinato alla chiusura nei prossimi mesi il punto nascite dell’ospedale sulmonese, dopo la riunione di ieri dei funzionari regionali che ha semplicemente applicato i parametri del ministero della Salute sulla soglia minima dei mille parti annui, 500 in caso di situazioni orografiche particolari. Il reparto sulmonese è finito nella scure dei tagli, avviati nel 2010, per questioni di sicurezza mamma-neonato. Sotto soglia in Abruzzo sono anche i punti nascite di Atri, Ortona e Penne, per un totale di 133 in tutta la penisola. Le mamme del Centro Abruzzo saranno costrette a percorrere dai 60 ai 112 chilometri per andare a partorire altrove. È lo stesso assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, a confermare la relazione dei tecnici, riuniti ieri.

«Mi è stata consegnata poco fa» premette Paolucci «la struttura commissariale nelle prossime settimane dovrà fare un decreto. Ragioneremo più in là sul da farsi, dopo aver studiato attentamente la relazione».

Anche se Paolucci non si sbilancia, l’ultima parola spetterà alla politica e le premesse finora non sembrano delle migliori, visto che era stato lui stesso, nell’ultimo incontro pubblico in città, ad ammettere che la chiusura di alcuni reparti sarebbe stata il lasciapassare per uscire dal commissariamento. Prova il tutto per tutto il consigliere regionale sulmonese Andrea Gerosolimo, che ha scritto una lunga e sentita lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per fornirgli diversi spunti di riflessione volti a scongiurare la chiusura.

«Avverto il dovere morale e politico di prospettarti la assoluta esigenza di desistere rispetto alla decisione di procedere alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Sulmona» scrive il capogruppo di Abruzzo civico «l’ospedale sulmonese ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per i problemi di salute di un territorio articolato e disomogeneo, come quello della Valle Peligna, Alto Sangro e Valle Subequana, che gravita attorno a Sulmona. La sommatoria delle superfici di queste aree, quasi mille e 800 chilometri quadrati, rappresenta oltre un terzo del territorio della provincia dell’Aquila e un sesto dell’intera regione e la popolazione, di circa 80mila abitanti, corrisponde ad un quarto di quella complessiva del distretto aquilano. La Valle Peligna versa da anni in condizioni di estremo disagio sotto il profilo socioeconomico e tutti gli indicatori convergono, inequivocabilmente, nell’ individuarla come l’anello debole del virtuoso processo di sviluppo della Regione».

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA