Sulmona, omicidio Colabrese: un anno senza i funerali

18 Ottobre 2016

L'autospia stabilì che il 27enne venne ucciso con un colpo alla testa tra il primo e il 10 agosto dello scorso anno. Il prossimo 27 ottobre al tribunale di La Spezia sarà discussa la perizia, parte integrante dell'incidente probatorio, e finalmente la famiglia potrà riavere la salma

SULMONA. Ancora una settimana e forse i genitori potranno dare una degna sepoltura al loro figlio. Sarà effettuata giovedì 27 ottobre la discussione sulla perizia, parte integrante dell’incidente probatorio, che è stato fissato dal gip del Tribunale della Spezia per fare luce sulla morte del giovane sulmonese Giuseppe Colabrese, 27 anni, deceduto in circostanze misteriose più di un anno fa mentre era in vacanza in Liguria, ospite dei parenti di un amico di Sulmona. Subito dopo l’incidente probatorio la salma del giovane sarà finalmente riconsegnata ai genitori. Infatti solo pochi giorni fa la madre di Giuseppe, ancora straziata dal dolore, è tornata a chiedere ai magistrati che stanno indagando sul caso, di almeno riavere la salma per piangerla e portare un fiore sulla tomba del figlio. Unico indagato per la vicenda è l’amico, anche lui sulmonese, Alessandro Del Monaco. Il giovane, assistito dall’avvocato Lando Sciuba, è accusato di omicidio volontario e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’incidente probatorio è stato disposto dal gip Marta Perrazzo per cristallizzare la prova e poterla utilizzare nel dibattimento processuale. La perizia è stata eseguita dal professore Francesco Ventura, docente di Medicina legale dell’Università di Genova, il quale giovedì prossimo esporrà i risultati evidenziati dall’ulteriore esame eseguito nel mese di giugno scorso. Subito dopo, se non ci saranno contestazioni da parte dei legali di parte o della Procura, la salma dovrebbe essere riconsegna per i funerali. «Una vicenda che ha dell’incredibile», afferma l’avvocato Alessandro Rotolo, legale della famiglia Colabrese. «È bene che la giustizia faccia il suo corso, ma trattenere una salma per oltre un anno a disposizione della magistratura è un caso raro, che rende ancor più drammatica una vicenda già di per sé dolorosa per genitori che hanno dovuto affrontare la tragedia della perdita del loro unico figlio». Una vicenda iniziata con la denuncia per scomparsa del giovane, fatta ai carabinieri di Sulmona da parte dei familiari il 31 agosto dello scorso anno dopo che Colabrese non rispondeva più al telefono. Poi la preoccupazione crescente e la chiamata all’amico Francesco Del Monaco, con il quale i genitori sapevano si trovasse. Del Monaco dice ai genitori di aver riaccompagnato l’amico alla stazione di Genova da dove sarebbe dovuto tornare a Sulmona mentre lui, nel frattempo partiva per un lavoro in Sardegna. Un periodo di silenzio e poi il ritrovamento, a un mese dalla scomparsa, dei resti del corpo del giovane nel bosco di Romito Magra, avvenuto grazie ad alcuni cacciatori. Il 29 ottobre una prima perizia conferma che si tratta proprio di Colabrese e che il giovane è stato ucciso con un colpo che gli avrebbe fracassato il capo. La Procura della Spezia apre un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario. Nel frattempo Del Monaco viene ascoltato dai carabinieri come persona informata dei fatti e dopo la sua deposizione viene indagato per spaccio di stupefacenti. Il 15 gennaio gli esperti nominati dalla Procura depositano la perizia che fissa la morte di Colabrese tra il primo e il 10 agosto e Del Monaco viene accusato dell’omicidio.

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