Sulmona, operaio muore nello schianto con lo scooter

18 Settembre 2014

La vittima lavorava alla Marelli, aveva 47 anni. Nel 2004 il fratello perse la vita in un analogo incidente

SULMONA. Stava facendo un giro con il suo scooter, approfittando della bella giornata di sole, quando a un incrocio ha trovato ad attenderlo il tragico destino. L’urto contro un’auto è stato tremendo e Alfredo Tiriticco, 47enne di Sulmona, operaio nello stabilimento Magneti Marelli, è volato in cielo così come aveva fatto suo fratello Alessandro dieci anni fa. Anche lui morì in un incidente analogo nel centro cittadino, mentre girava con la sua moto.

Dai primi rilievi effettuati da polizia e carabinieri sembra che l’auto, una Ford Focus, condotta da un 60enne di Pacentro, proprietario di un barnella piazza del paese, proveniente dalla Statale 17 stesse girando a sinistra, verso via Ercole Giammarco.

Lo scooter, un Suzuki, giungeva da via Montesanto e andava verso la variante. L’urto è stato inevitabile, e non è stata sufficiente la frenata di Tiriticco che è stato sbalzato contro il muretto di cinta di un’abitazione e poi sull’asfalto. A nulla è valso il disperato tentativo di un giovane di salvarlo. Prima con il messaggio cardiaco e poi con la respirazione bocca a bocca. Il 47enne non ha mai dato segni di vita, nemmeno quando sono arrivati i soccorsi del 118 che hanno provato a rianimarlo con il defibrillatore. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco. Alfredo Tiriticco lascia la moglie e due figli. Anni addietro, nel 2004, il fratello era morto sempre in un incidente in moto sulla Circonvallazione orientale.

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Straziante l’arrivo dei parenti: prima la moglie e il fratello, poi la madre. «Un altro figlio no»: è stato l’urlo disperato della madre in lacrime, per un destino avverso che le ha tolto il secondo dei tre figli, allo stesso modo.

Increduli i colleghi di lavoro della Magneti Marelli che l’aspettavano al lavoro per il turno di notte.

Costernati anche gli amici del sestiere di Porta Japasseri di cui Tiriticco era grande attivista. «Con lui se ne va un pezzo del Sestiere», ha detto in lacrime il capitano Antonio Cinque, uno dei primi ad arrivare sul luogo dell’incidente e ad apprendere la tragica notizia, «un altro brutto colpo per tutti noi, dopo la prematura morte del nostro ex capitano di qualche anno fa».

Il corpo senza vita di Tirimacco è rimasto sull’asfalto per oltre due ore, per poi essere trasportato nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. Oggi si deciderà se fare l’autopsia, cosa più probabile, o se basterà solo una semplice ricognizione. Resta da stabilire la data dei funerali.

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