Sulmona, paga più tasse: odissea per mille euro di rimborso

1 Dicembre 2016

Imprenditore ottiene decreto ingiuntivo contro l’Agenzia delle entrate. L’avvocato: «Siamo pronti a pignorare la scrivania del direttore provinciale»

SULMONA. Accumula un debito di circa mille euro con l’Agenzia delle entrate per la mancata restituzione di tasse non dovute. Prova invano ad avere indietro i suoi soldi con una serie di richieste e solleciti. Si rivolge allora a un avvocato, che presenta e ottiene un decreto ingiuntivo contro l’Agenzia delle entrate, il 6 ottobre scorso. Da allora, però, nonostante la scadenza dei 40 giorni, il sulmonese non viene ancora risarcito.

Ha dell’incredibile la storia di un libero professionista sulmonese, ora in pensione, che per un semplice errore dell’ufficio statale delle tasse non riesce ad avere il surplus di imposte che aveva pagato e che non doveva pagare.

Perplesso l’avvocato dell’uomo, Mauro Sciullo. «Il mio cliente è creditore di circa mille euro nei confronti dell’Agenzia delle entrate ma la somma non viene erogata nonostante i ripetuti solleciti», racconta l’avvocato, «abbiamo dovuto presentare decreto ingiuntivo al giudice di pace. Risultato: l’Agenzia delle entrate non ha provveduto al pagamento nemmeno per idea».

Il caso dei mancati rimborsi riguarda tantissime persone in tutta Italia. «La problematica dei rimborsi interessa ad oggi migliaia di persone», afferma con forza Sciullo, «ed è assurdo che le persone debbano attendere anni prima che lo Stato si decida a rimborsare somme versate in eccedenza. Siamo al limite della intollerabilità per le famiglie, soprattutto quelle a basso reddito».

Da qui la necessità di rivolgersi alla giustizia. «Se tutti i contribuenti creditori del Fisco si attivassero giudizialmente il problema si risolverebbe quasi subito, perché i tempi dei rimborsi si accorcerebbero di molto per evitare alle casse dello Stato una notevole emorragia di denaro per interessi ed accessori», aggiunge l’avvocato, «è necessario che il contribuente-creditore e il suo professionista si attivino giudizialmente da subito per mettere in mora l’amministrazione finanziaria e ottenere un rimborso per evitare il pagamento di ulteriori somme censurabili dalla Corte dei conti. Attenderemo ancora qualche giorno e, nel caso in cui l’inerzia dell’amministrazione persista, andremo a pignorare, chissà, il tavolo del direttore provinciale», ironizza Sciullo.

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