Sulmona perde 114 abitanti in un anno

30 Giugno 2015

In cinquanta si sono trasferiti altrove. Ronci: «È l’effetto crisi, interventi mirati per l’Abruzzo interno»

SULMONA. Continua a perdere pezzi il bilancio demografico sulmonese. Scendono di ben 114 unità gli abitanti della città, che da un anno all’altro passa da 24.969 abitanti a 24.855. Meno 114 persone, dunque, di cui 95 per saldo naturale (cioè decedute) e ben 48 che si sono trasferite. In sostanza, dal 2013 al 2014 più della metà delle persone che non sono morte in città si sono trasferite altrove, sintomo di un malessere diffuso e di una crisi strutturale che non lascia scampo. I dati emergono dall’ultima ricerca dello studioso sulmonese Aldo Ronci, che ha tracciato un bilancio demografico della regione. Fra i comuni con più di 15mila abitanti, si registra un incremento costante della popolazione, tranne che a Sulmona e Ortona, che decrescono rispettivamente di 114 e 236 unità. Crescono Montesilvano di 748 unità, Francavilla di 252, Vasto di 199, Avezzano di 188, Giulianova di 161, San Salvo di 142 e Spoltore di 124. «Si è creata una divisione fra l’area metropolitana Pescara-Chieti che conta una popolazione di 392.922 abitanti distribuita su una superficie di 645 chilometri quadrati» dice Ronci «e il resto dell’Abruzzo, che vede 938.652 residenti su una superficie di 10.150 chilometri quadrati. L’area metropolitana Pescara-Chieti raccoglie un terzo della popolazione ed è concentrata su appena un ventesimo del territorio, con una densità abitativa di 609 abitanti per chilometro quadro pari a sei volte e mezzo quella del resto dell’Abruzzo che ne conta 92. È evidente l’effetto compensativo che l’area metropolitana svolge nell’economia e nello sviluppo della regione, ma è altrettanto evidente il ritardo del resto che versa in una situazione di oggettiva difficoltà».

L’area metropolitana ha registrato un incremento di 1.023 abitanti, mentre il resto dell’Abruzzo ha subìto un decremento di 3.388 unità. In totale in regione si sono persi 2.365 abitanti con un decremento dello 0,18%, in controtendenza rispetto all’Italia che cresce dello 0,02%.

«Si tratta di dati che necessitano di interventi economici e progettuali mirati per l’Abruzzo interno», avverte Ronci.

Federica Pantano

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