Sulmona piange il ristoratore Del Monaco

2 Marzo 2016

Folla ai funerali di Aldo che tutti ricordano per due grandi passioni: cucina e fede juventina

SULMONA. Aveva due grandi amori: la cucina e la Juventus, che venivano appena prima dei baffi e delle sigarette elementi quest’ultimi che lo caratterizzavano. Tanto che l’artista Mario Maiorano li ha esaltati nella caricatura che tanto piaceva ad Aldo Del Monaco, per gli amici Aldù, il ristoratore sulmonese scomparso domenica scorsa, a 73 anni.

Del Monaco era una delle icone della città che, con la sua scomparsa, ha lasciato nella tristezza e nello sconforto. Una città che gli voleva bene e che ne apprezzava la grande umanità e la capacità di saper far divertire gli altri. Anche con le canzoni. Inventore della famosa “Lamp’ e tuon” , la genuina minestra di fagioli e patate, di cui andava fiero per la bontà ma soprattutto per gli effetti che provocava e che aveva voluto sottolineare con il nome che gli aveva dato.

Aveva una bella voce e da giovane aveva tentato di ripetere i successi canori del cugino, Tony Del Monaco (scomparso nel 1993), partecipando negli anni Sessanta al Cantagiro. Una breve parentesi che lo ha accompagnato per un periodo della sua vita fino a quando si accorge che la sua vera passione era la cucina. Così nei primissimi anni Novanta apre l’Hostaria dell’Arco, meglio noto come l’Archetto, il ristorante che lo renderà il “Baffone più famoso di Sulmona”», tappa fissa negli anni di molti turisti. E dei tanti amici che amavano cantare con lui gustando la famosa minestra patate e fagioli che, secondo il suo punto di vista, depurava il corpo e la mente. E poi la Juventus di cui era tifoso da sempre e argomento principale delle sue conversazioni.

Un grande e sfrenato amore: ieri la sua bara era coperta da una bandiera bianconera, che gli amici hanno voluto lo accompagnasse anche nel suo ultimo viaggio.

Una grande folla ha dato l’ultimo saluto ad Aldo Del Monaco nella cattedrale di San Panfilo.

Accanto ai familiari, la moglie Carmela e i figli Andrea e Lucia, in tanti si sono voluti stringere intorno al feretro, in segno di rispetto e di riconoscenza.

«È stato un uomo buono, sempre affabile e generoso verso gli altri e il fatto che con la sua vita abbia seminato bene lo conferma la grande presenza di amici e conoscenti oggi stretti intorno a lui e ai suoi familiari per rendergli l’ultimo omaggio e donargli un’ultima preghiera», ha detto nell’omelia il parroco della cattedrale, don Domenico Villani.

«Con Aldo va via un pezzo della città di Sulmona e noi dobbiamo ricordarlo imitandone le sue virtù di onestà, solidarietà e generosità» ha concluso il parroco. C’erano anche tanti vecchi amici socialisti che con lui hanno condiviso la passione per la politica e gli ideali fondanti di un partito che a Sulmona ha avuto da sempre, un grande seguito: «Ciao Aldù».

Claudio Lattanzio

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