Sulmona tra le 5 città del latino: ecco il piano nel nome di Ovidio

30 Giugno 2023

Di Piero a confronto con il sottosegretario Sgarbi e i sindaci di Arpino, Sirmione, Venosa e Mantova «Tante idee e punti d’unione, subito al lavoro per dare un seguito a questa tradizione classica» 

SULMONA. Il Comune di Sulmona è al lavoro per diventare “Città del latino”. Il primo cittadino Gianfranco Di Piero ha partecipato a un incontro al ministero della Cultura insieme ai colleghi di Arpino (Frosinone), Sirmione (Brescia), Venosa (Potenza) e Mantova.
L’obiettivo? Iniziare a costruire una rete di città unite da un unico comune denominatore: il latino.
Di Piero si è recato nella capitale insieme alla consigliera regionale Antonietta La Porta per illustrare le potenzialità di Sulmona, patria del poeta Ovidio, tra i principali esponenti della letteratura latina. A discutere del progetto insieme ai sindaci è stato il sottosegretario al ministero della Cultura, Vittorio Sgarbi, che è anche primo cittadino di Arpino.
L’idea è quella di verificare la possibilità di promuovere un progetto comune e di rilanciare il latino attraverso i suoi padri: Ovidio per Sulmona, Marco Tullio Cicerone per Arpino, Catullo per Sirmione, Quinto Orazio Flacco per Venosa e Virgilio per Mantova.
«Ho partecipato alla prima parte dell’incontro per il quale Sgarbi mi aveva invitato», ha spiegato il sindaco di Sulmona, Di Piero, «l’idea è quella di mettere insieme queste città ed elaborare un progetto che possa avere l’ambizione di puntare al riconoscimento Unesco di Sulmona, Arpino, Sirmione, Venosa e Mantova patrimonio immateriale dell’umanità. Sgarbi è pronto a impegnarsi e a dare il massimo, anche come sindaco».
A unire queste città non sono solo i poeti latini ma anche i Certamen che si svolgono in queste comunità. «Ho voluto evidenziare l’importante esperienza del Certamen che si svolge in tutte città interessate dal progetto», ha continuato il primo cittadino Di Piero, «e proprio all’insegna della comunità della tradizione ho proposto di mettere in rete queste esperienze e di consolidarle dal punto di vista culturale perché rappresentano elementi di richiamo di migliaia di studenti da tutta Europa. Le idee sono tante, i punti di unione anche, bisognerà ora lavorare e mettere tutto in rete per fare in modo che questa tradizione classica possa avere un seguito. Il progetto ovviamente è da definire e costruire: il sottosegretario Sgarbi ha già annunciato che ci sarà un nuovo incontro durante il quale inizieremo a entrare nel concreto».
Domani mattina alle 11, intanto, si terrà la presentazione del convegno internazionale del nuovo centro studi Ovidiani sul tema “Giuseppe Papponetti e il Centro Studi Ovidiani. Da Ovidio al Novecento”.
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