«Sulmona un gioiello ma serve un progetto di valorizzazione»

31 Ottobre 2014

Pubblichiamo un intervento dalla giornalista Silvana De Panfilis (silvanadepanfilis@gmail.com). La città di Sulmona, ricca di arte in ogni suo angolo, fa pensare a un gioiello incastonato tra le...

Pubblichiamo un intervento dalla giornalista Silvana De Panfilis (silvanadepanfilis@gmail.com).

La città di Sulmona, ricca di arte in ogni suo angolo, fa pensare a un gioiello incastonato tra le montagne. Purtroppo, non saper gestire queste bellezze può essere controproducente e si resta sorpresi nel notare, in città, cambiamenti che sembrano dovuti più alla ricerca spasmodica di novità che non ad un progetto di valorizzazione. Il cambiamento ci vuole (non andiamo più in calesse), ma quando è necessario, e non sempre lo è: in particolare ci riferiamo al lato della piazza rivolto verso il Borgo Pacentrano.

Scendendo dalla Costa di Sardi si notano dei pilastri bianchi, uniti da inferriate, che costeggiano la chiesetta di San Rocco fino alla chiesa di San Filippo, e arrivano fino alla cosiddetta costa di Ciampichill'. Prima c’erano blocchi in pietra uniti dai "ferri", così chiamati dai Sulmontini. Perché sono stati smantellati? Non avevano nemmeno bisogno di manutenzione! Erano pilastri imponenti, non sappiamo da quanti anni fossero lì, ma erano intatti, cioè non rovinati, armoniosamente inseriti nello scenario di piazza Garibaldi, dove lo sfondo dell’acquedotto medioevale fa di questa piazza una delle più belle d’Europa. Qualcuno potrebbe dire che i lavori sono stati fatti per attrezzare i bagni pubblici, più lo scivolo per i disabili: su questo ci togliamo tanto di cappello, era giusto farli, ma forse era possibile senza rimaneggiare in maniera così netta. Inoltre, a che servivano le scale? Perché farne altre, se a poca distanza ci sono quelle di San Rocco? Mistero! E poi ci si domanda perché, invece di adoperare i soldi del Comune per qualcosa che già c’è e che è in buone condizioni, non si utilizzi il denaro per opere più importanti, tipo la manutenzione delle strade interne cittadine. Esiste la priorità che è quella che ci fa decidere ogni giorno l'andamento della nostra giornata, e quindi della nostra vita. La risolutezza deve essere padrona quando va a buon fine! E, tanto che ci siamo, vorremmo sapere come mai è stata smantellata anche la "villetta" che stava a Porta Pacentrana. Un po’ di verde non guastava! Quelle poche panchine che c'erano, all’ombra degli alberi, erano un refrigerio, un motivo di sosta. Ora ci sono bordi bianchi illuminati come se si trattasse di una piscina, e, al centro, tre panchine semi-circolari, a tutto sole di giorno, e fredde di notte. Tutto questo accanto a una porta del XIV secolo! E chi può andare a sedersi su quelle panchine assolate e senza schienale? Avete mai visto qualcuno seduto lì? Però ci hanno messo tre alberelli che non si sa fra quanti anni riusciranno a fare un po’ d’ombra.

Concludendo, non si fanno cambiamenti per voglia di modernità o per voglia di copiare città marinaresche. Sarebbe opportuno pensare a cose più urgenti e non a togliere ciò che va bene. Speriamo che non venga in mente a qualcuno di togliere le pietre sui Cordoni… se così fosse, i Sulmontini farebbero un nuovo Jamm' mò!

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